Riforma Gioco Fisico 2026: verso regole nazionali e un bando da 2,5 miliardi 

Il 2026 sarà l’anno delle novità per il gioco fisico italiano. Un anno di cambiamento, dopo che il 2025 ha invece consolidato e reso più maturo il segmento. Il Governo ha infatti ha infatti accelerato l’iter per la riforma del comparto “terrestre”, con l’obiettivo di superare quella frammentazione normativa che, tra leggi regionali e regolamenti comunali, ha creato negli anni un vero e proprio “mosaico” di regole. L’obiettivo, infatti, è ambizioso: chiudere il confronto al più presto per arrivare a una disciplina omogenea su tutto il territorio nazionale.

Il nuovo “Distanziometro” e più risorse per i territori

Tra le maggiori novità in arrivo con la riforma del gioco fisico italiano, la più interessante è quella che riguarda il cosiddetto distanziometro, ovvero il limite minimo di distanza che i punti gioco devono mantenere dai luoghi sensibili. Fino ad oggi, ogni ente locale ha agito in autonomia, creando situazioni paradossali di disparità tra comuni confinanti mentre la proposta del Ministero dell’Economia punta a introdurre una distinzione basata sulla qualità dell’offerta. Si parlerà allora di punti vendita certificati, con una distanza minima fissata a 100 metri, e di punti non certificati, per i quali il limite salirà a 200 metri. Una differenziazione che mira a premiare la professionalità degli operatori e a garantire una tutela più efficace dei soggetti vulnerabili, senza però soffocare le attività economiche esistenti.

Per convincere Regioni e Comuni ad accettare un quadro normativo centrale, il Governo ha messo sul piatto incentivi economici importanti. La Legge di Bilancio 2026 ha già previsto uno stanziamento di 80 milioni di euro derivanti dal gettito di slot machine e VLT mentre la riforma prevede la devoluzione del 5% delle entrate fiscali direttamente alle casse regionali. Risorse che non sono pensate solo come una compensazione, ma dovrebbero servire a finanziare la governance del settore e, soprattutto, a sostenere i capitoli di spesa per le vincite e la gestione dei premi.

Il maxi bando e la centralità della rete fisica

L’aspetto economico più rilevante per gli addetti ai lavori riguarda però le nuove concessioni. Il Governo Meloni intende infatti inserire i bandi di gara direttamente nei decreti attuativi della delega fiscale, con l’obiettivo di pubblicarli entro la fine dell’anno. Si parla di un’operazione mastodontica: una base d’asta complessiva stimata intorno ai 2,5 miliardi di euro. Non solo aspetti fiscali e logistici, però, grandi novità ci saranno anche per il contrasto alla ludopatia e al gioco illegale. Tra le misure più attese c’è l’istituzione di una Consulta permanente dei giochi pubblici per il monitoraggio costante dei fenomeni sociali legati al gioco, l’implementazione di sistemi di auto-esclusione più sofisticati e obbligatori anche per il gioco fisico e campagne informative strutturate per promuovere un approccio responsabile.

Un anno di svolta, insomma, in cui si cercherà di portare nel mondo fisico quella stabilità normativa che l’online ha già raggiunto l’anno scorso. Una stabilità normativa che non potrà che essere un nuovo punto di partenza per un comparto da sempre fondamentale per l’economia italiana ma ormai superato dal mondo digitale.