San Casciano dei Bagni : i tesori del Santuario ritrovato durante gli scavi del ’Bagno Grande’ , statue , ex voto e monete, ‘partiti’ per Roma dove dal 22 giugno saranno esposti al Quirinale fino a ottobre, quando rientreranno a ‘casa’
di Leonardo Mattioli
Preparati, imballati e partiti per Roma i tesori ritrovati durante gli scavi effettuati nella zona del ‘Bagno Grande’ a San Casciano dei Bagni. Si tratta soprattutto di statue in bronzo, di ex voto e di monete dell’epoca etrusco-romana rivenuti nel cosiddetto “Santuario ritrovato” proprio a poche centinaia di metri dal centro storico del piccolo borgo. Dal 22 giugno questi ‘tesori’ saranno esposti al Quirinale dove resteranno probabilmente fino a ottobre quando rientreranno a San Casciano per essere esposti, appena possibile, in un museo che l’amministrazione guidata dalla sindaca Agnese Carletti, sta facendo preparare in un edificio che sarà adibito appositamente. All’inizio degli scavi al Bagno Grande, quando avvennero i primi significativi ritrovamenti del 2020, erano moltissimi i misteri che avvolgevano il sito archeologico di San Casciano dei Bagni. Fonti antiche raccontavano della presenza romana in questo luogo, ma la storica prevalenza del patrimonio etrusco nella provincia di Siena generava evidentemente non pochi interrogativi. Oggi, a tre anni di distanza, con la prosecuzione della campagna di scavi e con la parallela attività di ricerca, ci sono evidenti risposte, delle quali si dà conto in un nuovo volume “ll Santuario Ritrovato 2 — Dentro la Vasca Sacra. Rapporto Preliminare di Scavo al Bagno Grande di San Casciano dei Bagni”, presentato nei giorni scorsi proprio a San Casciano dei Bagni. I bronzi emersi dalle acque fangose del Bagno Grande, nonché i numerosi ex voto e altri oggetti, sono da considerarsi un patrimonio etrusco-romano.
La conclusione della sesta campagna di scavi al Santuario Ritrovato del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni ( a giorni ne partirà un’altra) ha permesso il rinvenimento del più grande deposito di statue in bronzo di età etrusca e romana mai scoperto nell’Italia antica e uno dei più significativi di tutto il Mediterraneo. Si tratta di oltre venti statue (realizzate in parti anatomiche e al vero o secondo i canoni della cosiddetta mensura honorata, cioè alte tre piedi romani… l’equivalente di circa un metro) che raffigurano le divinità venerate nel luogo sacro assieme agli antichi dedicanti. L’eccezionale stato di conservazione all’interno dell’acqua calda della sorgente ha permesso anche di preservare meravigliose iscrizioni in etrusco e latino che furono incise sulle statue prima della loro realizzazione. La gran parte di questi capolavori dell’antichità si data tra il II e il I secolo a.C. Si tratta di un periodo storico di grandi trasformazioni nella Toscana antica, nel passaggio tra Etruschi e Romani. In quest’epoca di grandi conflitti tra Roma e le città etrusche, ma anche di lotte all’interno del tessuto sociale di Roma, nel santuario del Bagno Grande nobili famiglie etrusche e romane dedicarono assieme le statue all’acqua sacra. Un contesto multiculturale e plurilinguistico assolutamente unico, di pace, circondato da instabilità politica e guerra. Dalle iscrizioni sappiamo che i dedicanti giunsero da tutto il territorio di Chiusi e Perugia con molti nomi che ricorrono nel territorio di Siena. Si trattava dunque di un santuario di valenza interregionale. Le statue dovevano essere posizionate sul bordo esterno della grande vasca sacra e ancorate sugli eleganti blocchi in travertino.










