San Gimignano il 3 luglio da il via con una mostra al “Progetto Etruschi 85/25” che poi interesserò anche Castellina in Chianti , Sarteano, Chianciano , Montepulciano fino a Cortona. Presidente Giani: “rendere al patrimonio culturale toscano l’antica civiltà dell’Etruria”
“Nel 1985 la Regione Toscana organizzò una grande mostra sugli Etruschi per valorizzare questo antico popolo. L’iniziativa ebbe uno straordinario successo. Oggi, a quarant’anni di distanza, siamo a proporre un sostanzioso calendario di iniziative, che prenderà il via con la mostra di San Gimignano, non solo con l’intento di replicare l’esito positivo di quarant’anni fa, ma anche e soprattutto per rendere al patrimonio culturale toscano e italiano la civiltà degli Etruschi, che fu una delle più importanti dell’Italia antica. Essi crearono una cultura originale ed influenzarono profondamente la successiva civiltà di Roma e il territorio dell’attuale Toscana”. Con queste parole il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha presentato a Palazzo Strozzi Sacrati il “Progetto Etruschi 85/25”, l’iniziativa della Giunta regionale, realizzata in collaborazione con la Fondazione Musei Senesi e l’Associazione Musei Archeologici della Toscana, ideata per celebrare l’anniversario della grande mostra che nel 1985 stimolò un nuovo e grande interesse per gli Etruschi superando i confini della ricerca archeologica e della storia culturale ed artistica.L’evento che darà il via a “Progetto Etruschi 85/25” è la mostra “Anima Etrusca, Etruscan Soul”, curata dalla storica dell’arte Anna Mazzanti e dall’archeologo Giulio Paolucci, realizzata anche grazie al Comune di San Gimignano, che si inaugurerà con il vernissage del 3 luglio e rimarrà aperta al pubblico dal giorno successivo al 10 gennaio 2026 allo scopo di rilanciare il dialogo tra antico e contemporaneo, attraverso la presenza di opere di Michelangelo Pistoletto, Arnaldo Pomodoro, Mario Schifano, artisti che già quarant’anni fa diedero vita a un inedito incontro tra arte ed archeologia. Alla realizzazione della mostra ha attivamente partecipato Opera Laboratori, azienda specializzata nel settore dei beni culturali. “Siamo orgogliosi che San Gimignano sia la tappa di apertura del ‘Progetto Etruschi 85/25’ e che proprio da qui prenda avvio questa nuova stagione culturale dedicata a una delle civiltà più affascinanti della nostra storia e del nostro territorio”, ha esordito il sindaco di San Gimignano, Andrea Marrucci. “Con ‘Anima Etrusca, Etruscan Soul’, San Gimignano, città d’arte e di cultura, si conferma molto più di una sola storia e un luogo privilegiato per il dialogo tra antico e contemporaneo. Questa mostra, con il suo linguaggio immersivo e multidisciplinare, riaccende la riflessione su come comunichiamo il passato e su quanto esso sia ancora capace di parlare al nostro presente.”.La mostra di San Gimignano è però solo la prima di una serie di iniziative che per tutta l’estate, e anche dopo, accompagneranno i toscani alla riscoperta dell’antico popolo dell’Etruria. Da Castellina in Chianti a Sarteano, da Chianciano a Montepulciano, molti musei del Senese saranno sede di esposizioni e allestimenti del “Progetto Etruschi 85/25”. In chiusura d’anno, inoltre, il Museo dell’Accademia Etrusca di Cortona accoglierà il ritorno in mostra dei celebri bronzetti cortonesi collocati nel Museo di Leiden ed a Cortona si terrà un convegno sull’evoluzione dei musei archeologici dal 1985 a oggi. “Con il ‘Progetto Etruschi 85/25’ la Fondazione coinvolge venti musei della rete, di cui dodici già pienamente attivi nel calendario estivo”, ha affermato il presidente della Fondazione Musei Senesi, Alessandro Ricceri. “Il coinvolgimento capillare di questi musei, molti dei quali nati proprio dopo il 1985, grazie anche al forte impulso generato dalla grande iniziativa promossa all’epoca dalla Regione Toscana, rappresenta il tratto distintivo ed autenticamente innovativo di questo progetto. È la dimostrazione concreta di una rete che non si limita a sommare singole iniziative, ma che si propone come un vero sistema: un sistema capace di lavorare insieme, di rafforzare il legame tra cultura e comunità locali e di attivare energie e professionalità diverse. “.









