Sarteano: pensionamento medico di famiglia Betti; medici del territorio dell’Aft 8, “la decisione, da parte della USL, di procedere con l’aumento del massimale di assistiti senza momento di condivisione è stata percepita dai medici come una scelta unilaterale, che non ha tenuto conto del contributo professionale di chi opera sul territori. L’aumento del massimale, imposto dalla USL, rischia di incidere negativamente sull’attrattività del territorio”
Dai medici dell’AFT 8 di Siena riceviamo e pubblichiamo
“I medici del territorio afferenti all’AFT 8 ritengono necessario esprimere alcune considerazioni in merito alle recenti decisioni adottate dalla USL sul pensionamento del dott. Betti, nella convinzione che il confronto, l’ascolto e la condivisione rappresentino presupposti indispensabili per una programmazione sanitaria realmente efficace e duratura”
I professionisti del territorio precisano come, nelle settimane precedenti, avessero manifestato piena disponibilità a contribuire in modo propositivo e responsabile, formulando osservazioni e proposte finalizzate ad affrontare la carenza assistenziale attraverso soluzioni strutturate e sostenibili. Tali contributi erano stati pensati per essere discussi all’interno del Comitato Aziendale, sede deputata al confronto tra le parti.
La decisione, da parte della USL, di procedere con l’aumento del massimale di assistiti senza attendere tale momento di condivisione è stata tuttavia percepita dai medici come una scelta unilaterale, che non ha tenuto conto del contributo professionale di chi opera quotidianamente sul territorio. Pur nel rispetto dei ruoli istituzionali, i medici dell’AFT 8 ritengono doveroso rappresentare il proprio punto di vista, maturato dall’esperienza diretta e dalla conoscenza concreta delle criticità territoriali.
L’aumento del massimale, imposto dalla USL, sebbene risponda nell’immediato alla carenza assistenziale e sia coerente con le recenti disposizioni previste dall’ACN e dall’AIR, viene considerato una misura che rischia di incidere negativamente sull’attrattività del territorio. In un’area già complessa per marginalità, estensione geografica e densità territoriale, la dispersione dei pazienti tra i medici già in servizio, con il conseguente incremento del carico assistenziale, potrebbe rendere il territorio ancora meno appetibile, senza affrontarne le problematiche strutturali.
La scelta assunta dalla USL appare pertanto ai medici come una risposta parziale all’esigenza attuale, che difficilmente potrà garantire, nel medio e lungo periodo, una reale sostenibilità dell’assistenza e una programmazione efficace delle risorse.
Nel ribadire il proprio senso di responsabilità e il rispetto per le istituzioni, i medici dell’AFT 8 ritengono tuttavia imprescindibile affermare la propria posizione professionale, anche in assenza di un adeguato coinvolgimento nel processo decisionale. Al tempo stesso, confermano il massimo impegno nel garantire che le esigenze sanitarie della popolazione siano garantite nei tempi e nei modi migliori possibili.
La tutela della salute dei cittadini passa anche dal riconoscimento del valore del confronto e dell’ascolto di chi, ogni giorno, opera sul territorio: su questo principio i medici dell’AFT 8 continueranno a mantenere una posizione chiara, responsabile e costruttiva.”










