Siena: Comitato Cittadini per il ‘SI al Referendum’ incontra i cittadini ,” la separazione delle carriere non si presenta in alcun modo come attacco alla magistratura, ma –è stato detto- come effettiva garanzia per l’imputato”

“La separazione delle carriere non si presenta in alcun modo come attacco alla magistratura, ma come effettiva garanzia per l’imputato. Se il PM e il Giudice non condividono più lo stesso percorso associativo e professionale, la “parità tra le parti” tra accusa e difesa e, cosa più importante, l’equidistanza dal giudice diventa reale e non solo formale (art. 111 della Costituzione”, così il Presidente del Comitato Cittadini per il ‘Si  al referendum ‘di Siena, Davide Vivaldi, con gli avvocati Giorgio Masina e Mirko Mecacci che hanno incontrato i cittadini  per un confronto sul prossimo Referendum e i temi principali ch’esso prevede . E’ stata illustrata in particolare un’analisi che tocca in dettaglio i nervi scoperti del sistema giudiziario italiano “necessaria – hanno detto – per offrire una visione obiettiva su questo referendum, superare la polarizzazione politica per concentrarsi sull’attuale efficienza del “servizio giustizia”. Come approccio metodologico, sono stati quindi eliminati dal dibattito slogan, facili etichette e polemiche, affrontando i temi tecnici con ricadute reali sulla vita dei cittadini e delle imprese.  Oltre al tema della ‘terzietà’ del Giudice con la separazione delle carriere, o relatori hanno affrontato poi quello dell’indipendenza dalle correnti facendo presente che “il superamento del peso delle correnti nel CSM attraverso il sorteggio (o meccanismi simili) punta a restituire dignità al merito individuale, evitando che professionalità capaci vengano frenate da logiche di pura appartenenza”. Quanto alla ‘ Responsabilità e Valutazione’ è stato ricordato che i dati di valutazione sull’operato dei magistrati dell’attuale Consiglio Superiore della Magistratura evidenziano” un paradosso: un sistema dal 2021 , secondo il CSM ,rasenta la perfezione (99% di valutazioni positive) ma che, nella realtà, produce due chiare, opposte anomalie. Da una parte un alto tasso di totali assoluzioni dopo il I grado e, dall’altra , migliaia di ingiuste detenzioni , circa 6000 dal 2017, che hanno comportato oltre 250 mln€ di risarcimenti a carico dello Stato”. Per questo il Comitato Cittadini per il ‘Si al referendum’, in collaborazione e perfetta sinergia con i Comitati già costituiti (Giustizia Si, Siena Riforma, Votiamo CoSi, Giovani Avvocati per il Si, Per un giusto Si, Comitati Civico per il SI Val d’Elsa, Progetto Si)  si è assunto “ il compito di spiegare in termini oggettivi la riforma prevista dal Referendum in quanto la giustizia non è solo un tema “per addetti ai lavori”, ma il fondamento della libertà democratica che coinvolge la vita di ogni cittadino”