Siena e Monteroni d’Arbia protagoniste della 34ª edizione delle “Giornate FAI di Primavera”
Il tradizionale appuntamento dedicato alla promozione del patrimonio artistico e culturale italiano, in programma sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 rappresenta, fin dalla prima edizione del 1993, una preziosa occasione per conoscere e apprezzare le meraviglie del nostro Paese ma anche un’importante iniziativa di sensibilizzazione e raccolta fondi della Fondazione, a sostegno della sua missione di utilità pubblica. Siena e Monteroni d’Arbia saranno tra le protagoniste.
“Le Giornate del FAI di Primavera sono sempre di più un grande e potente megafono per raccontare cos’è il FAI e cosa fa ogni giorno; non uno spettacolare evento isolato ma il testimone di un impegno quotidiano e diffuso in tutto il Paese, di un ardimento, di una curiosità, di uno spirito di servizio e di una attenzione concreta ai temi della tutela che si affida al sostegno di un numero sempre maggiore di cittadini per continuare, di fianco e con le istituzioni dello Stato, a far bene al paese più bello del mondo: il nostro. Per questo, le iscrizioni al FAI e le donazioni che raccogliamo durante l’evento sono fondamentali per sostenere la complessa realtà quotidiana di una Fondazione che acquisisce, restaura e valorizza per sempre e per tutti Beni culturali e paesaggistici di ogni tipo, dimensione e varietà, in grado di raccontare 365 giorni l’anno – e non solo due – la loro storia, con la loro, quella dell’Italia” ha dichiarato Marco Magnifico, Presidente FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano.
Aperture a cura della delegazione Fai di Siena
Monteroni d’Arbia: Fattoria fortificata di Grancia di Cuna
Saranno visitabili gli ampi locali colonnati deputati alla conservazione del grano, che rispecchiano la maggiore architettura senese di primo Trecento, coperti ad ogni livello da una diversa tipologia di soffitto, nonché la rampa di accesso che permetteva ai carri trainati da buoi di salire fino in cima. Nell’androne della grancia una nicchia ospita una statua secentesca del beato Sorore, mitico fondatore dell’ospedale senese. Sulle mura dell’edificio permangono stemmi delle famiglie di alcuni rettori, Saracini e Chigi. Per l’occasione, è possibile visitare anche i locali del mulino di Monteroni, sulla gora del fiume Arbia. Questo è un itinerario antico, battuto dai viandanti della via Francigena, tornata di gran moda negli ultimi vent’anni, che offre un potenziale di sviluppo turistico a favore del turismo lento.
Chiesta dei Santi Giacomo Maggiore e Cristoforo
Negli immediati pressi della grancia, di fronte al torrione di accesso del borgo, la piccola chiesa dei Santi Giacomo Maggiore e Cristoforo offre un ciclo decorativo di sorprendente interesse, benché lacunoso. Realizzato a più riprese fra inizio Trecento e inizio Quattrocento, esso rivela una committenza sensibile alle contaminazioni derivate dal transito di personaggi illustri internazionali. Rarissima è ad esempio l’iconografia di Santa Genoveffa, patrona di Parigi, e non comuni gli episodi miracolosi di San Giacomo Maggiore, patrono di Galizia, fra cui il curioso miracolo dell’impiccato. Il legame di Cuna con Siena è attestato dall’elegante giovinetto dalla chioma bionda che raffigura Sant’Ansano. Una lapide ricorda che a Cuna morì a inizio Seicento il duca francese Carlo di Guisa.
Siena
Monna Agnese Istituto Tecnico Biotecnologie e Liceo linguistico
Tracce degli studi che ivi si svolgono al giorno d’oggi, il tutto a testimoniare una fervida attività che nei secoli non è andata scemando. Durante la visita scopriremo gli affreschi di Monna Agnese, l’Ultima Cena di Bartolomeo Neroni detto il Riccio e il San Cristoforo di Domenico Beccafumi. Ci affacceremo poi su un belvedere di Siena inaspettato e particolare.









