Siena: festa della Repubblica; intervento integrale del sindaco Nicoletta Fabio
“Oggi celebriamo la nostra Repubblica, la Festa della Repubblica Italiana. Una data che non appartiene soltanto alla storia: appartiene al futuro. E il futuro, inevitabilmente, ha il volto dei giovani.
Il 2 giugno del 1946 milioni di italiani, molte italiane per la prima volta nella loro vita, ottanta anni fa, entrarono nelle urne con una matita in mano e una speranza nel cuore. Non votarono soltanto una forma di Stato. Scelsero un’idea di Paese: libero, democratico, fondato sulla dignità della persona e sulla partecipazione di tutti. La Repubblica nasce così: da una scelta collettiva e da un atto di fiducia.
E ogni generazione è chiamata a rinnovare quella fiducia. Per questo oggi voglio parlare soprattutto ai giovani. Perché troppo spesso vi si racconta come una generazione fragile, distratta o distante. Io non lo credo. Credo invece che abbiate davanti sfide immense — il lavoro, l’ambiente, le disuguaglianze, la pace, il senso stesso di comunità — ma anche energie straordinarie per affrontarle. Essere cittadini significa avere responsabilità, certo, ma senza perdere la capacità di immaginare, di cambiare, di costruire qualcosa di migliore. La Festa della Repubblica non è soltanto un momento di celebrazione della nostra democrazia, ma anche un’occasione per riflettere sul significato della cittadinanza e della responsabilità che ciascuno di noi ha verso la comunità.
La Repubblica italiana accoglie, include e riconosce la dignità di ogni persona. Ma proprio perché è una comunità libera e aperta, chiede a ciascuno il rispetto delle sue regole, dei suoi valori, delle sue tradizioni, dei suoi luoghi e della sua storia. Questo vale ovunque.
E vale, a maggior ragione, in una città come Siena, dove la storia non è soltanto memoria, ma parte viva dell’identità collettiva. Siena, con la sua storia straordinaria, con la forza delle sue Contrade, con il suo patrimonio culturale e umano, può essere un luogo dove tradizione e futuro camminano insieme.”










