Siena: i musei senesi come luoghi di benessere per i fragili con “La cultura non invecchia”.Laboratori e attività per migliorare la qualità della vita delle persone over 70
L’invecchiamento della popolazione è uno dei fenomeni sociali più rilevanti del secolo in corso, in particolare in Italia. Questo cambiamento demografico ha portato a una crescente attenzione per la salute e il benessere delle persone anziane, anche dal punto di vista cognitivo e relazionale. In questo contesto, i musei possono diventare luoghi importanti per la promozione del benessere delle persone anziane, in particolare offrendo esperienze significative che promuovono la qualità della vita, la socializzazione e la cognizione, all’interno di quel paradigma noto ormai come social prescription, o prescrizione sociale. Fondazione Musei Senesi è, ormai da anni, protagonista di diversi progetti dedicati ai pubblici più maturi, per dare loro l’occasione e l’opportunità di esprimere la propria vitalità e creatività nei musei delle terre di Siena. Da queste premesse è nato, dunque, “La cultura non invecchia”, un progetto di welfare culturale che mira, appunto, a ripensare i musei senesi come luoghi neutri per la promozione del benessere, in questo caso della popolazione anziana, dimostrando come sia possibile migliorare la qualità della vita delle persone over 70 attraverso attività museali coinvolgenti, socializzanti e stimolanti dal punto di vista cognitivo e sociale. Il progetto– avviato già da alcune settimane – si sviluppa in 10 musei della provincia di Siena su un arco temporale di 16 mesi, in cui gruppi di persone over 70 partecipano ad un percorso di laboratori e attività progettati ad hoc, organizzati e gestiti dagli operatori museali esperti e formati appositamente. Le esperienze museali e i laboratori prendono spunto dal patrimonio conservato nei musei senesi e dalle memorie ad essi correlati: i musei diventano, dunque, un mezzo per partecipare alla cultura ed esprimere cultura. Non solo. Grazie alle attività diffuse sul territorio, il valore di tali pratiche di social prescription viene ulteriormente conosciuto e riconosciuto dalla comunità museale, dalle associazioni e dalle istituzioni, lasciando così una importante eredità in termini di know-how e di relazioni eformando un avanzato e innovativo “ecosistema culturale”, cioè una rete di relazioni stabili in grado di arricchire l’offerta culturale. Per questo motivo, il progetto “La cultura non invecchia” è risultato tra i vincitori del bando “Ecosistemi culturali” finanziato dalla Fondazione CDP con l’obiettivo di valorizzare e promuovere il patrimonio culturale dei territori a minore densità abitativa. La sua realizzazione è resa possibile grazie al coinvolgimento dell’Auser territoriale di Siena, con tutte le varie sezioni della provincia, e le associazioni La lunga gioventù e Centro Socioculturale “Antonio Conti”. «La cultura non invecchia è un progetto a cui teniamo molto – afferma Carolina Taddei,coordinatrice di FMS – perché, favorendo la socializzazione, la relazione e il confronto è capace di promuovere il benessere delle persone over 70; i musei assumono così un ruolo centrale come cardine della comunità e luoghi di incontro. I nostri musei hanno risposto con grande entusiasmo e così le associazioni coinvolte».
I musei aderenti a FMS coinvolti nel progetto sono 10 distribuiti in tutta la provincia di Siena
MAM – Museo Archeologico di Monteriggioni (Abbadia a Isola), Palazzo Corboli ad Asciano, Museo d’Arte sacra della Val d’Arbia a Buonconvento, Museo del Paesaggio di Castelnuovo Berardenga, Sala d’Arte San Giovanni a Castiglione d’Orcia, il Parco Archeologico Naturalistico e Archeodromo di Belverde a Cetona, il museo Te.Po.Tra.Tos. Scene del Teatro Popolare Tradizionale Toscano a Monticchiello, il Museo Archeologico di Poggio Civitate a Murlo e, a Siena, Museo di Storia Naturale dell’Accademia dei Fisiocritici e Stanze della Memoria – Percorso Storico della Resistenza.










