Siena : Laurea ad honorem in Lettere Moderne a Amitav Ghosh.Tra i maggiori romanzieri contemporanei e il principale scrittore indiano di lingua inglese. Lo scrittore ha tenuto la dissertazione “Intimations of Apocalypse: Catastrophist and Gradualist Imaginings of the Planetary Future”
Amitav Ghosh, lo scrittore indiano anglofono più interessante e rappresentativo del nostro tempo, ha ricevuto oggi la laurea magistrale ad honorem in Lettere Moderne dall’Università di Siena. La cerimonia, che si è tenuta nell’Aula Magna palazzo del Rettorato dell’Ateneo senese, è stata aperta al mattino dal corteo accademico e salutata dal coro universitario. È quindi stato il Rettore Roberto Di Pietra a salutare Amitav Ghosh e a tratteggiarne lo spirito dell’opera: «Qualche volta mi sono soffermato a pensare in quanti luoghi sono stato nel mondo e, soprattutto, in quanti non sono mai stato. Ammettendo a me stesso e alla finitezza della mia persona e della mia vicenda terrena che, per quanto possa vivere, non vedrò mai tutti i luoghi in cui vorrei essere stato almeno un giorno nella vita. Per tutto quello che non vivrò realmente c’è stata e c’è la letteratura». Prosegue il Rettore: «Ad alcuni scrittori devo riconoscere questa potente “magia” più che ad altri. Tra questi vi è certamente il Professor Amitav Ghosh. Non sono stato ancora mai in India. Non ho mai visto il Golfo del Bengala, le Sundarbans, l’area di Canton in Cina. Di sicuro non posso essere mai stato – così come nessuno può esserci mai stato – nella Calcutta (Kolcata), nell’isola Mauritius e a Canton nell’epoca coloniale del XIX secolo. Eppure, ogni sera da alcuni mesi ho seguito prima il viaggio della Ibis, poi le vicende di Fanqui town e per altro racconto i passaggi di Deen Datta e di Cinta (Giacinta) Schiavon tra Brooklyn, Venezia ed il territorio mutevole e in pericolo delle Sundarbans. Ogni sera, da un po’ di sere, Amitav Ghosh mi porta in un mondo che non conosco e di questo gli sono immensamente grato». Ha quindi preso la parola il Professor Pierluigi Pellini, Direttore del Dipartimento di Filologia e critica delle letterature antiche e moderne, che ha letto la motivazione della laurea ad honorem, proposta dal Dipartimento di Filologia e critica delle letterature antiche e moderne: «Per aver dato un contributo, con la sua imponente produzione letteraria, alla creazione di una estetica ambientalista, abbracciando una molteplicità di forme espressive e rendendo il suo lavoro di particolare interesse». Elena Spandri, ordinaria di Letteratura inglese all’Università di Siena ha quindi tenuto la laudatio dedicata allo scrittore: «Amitav Ghosh è un intellettuale completo, che unisce lo sguardo dello studioso a quello del visionario capace di immaginare un mondo diverso e migliore, e di resistere alle tentazioni nichilistiche che hanno contagiato molti suoi contemporanei. Nato a Calcutta nel decennio successivo alla conquista dell’indipendenza dell’India dall’impero britannico, e residente negli Stati Uniti dalla fine degli anni Ottanta, da quattro decenni Ghosh scrive opere di grande interesse letterario, storico e scientifico, che sono state tradotte in decine di lingue e gli sono valse tre dottorati di ricerca ad honorem e un numero impressionante di riconoscimenti in tutto il mondo». Amitav Ghosh , tenendo la dissertazione dal titolo “Intimations of Apocalypse: Catastrophist and Gradualist Imaginings of the Planetary Future, ha avviato le sue riflessioni ricordando le peculiarità della città di Siena, di cui già aveva accennato lo scorso 1° luglio incontrando la comunità accademica in un dialogo molto partecipato: “ciò di cui abbiamo bisogno in questo momento è localismo, particolarismo, e in questo senso penso che Siena sia un posto molto speciale che ha preservato questo localismo per oltre otto secoli. È molto commovente per me vedere che avete un evento come il Palio, che nonostante sia vecchio di molti secoli mantiene il suo fascino sull’immaginazione dei giovani. Penso che ci fornisca un modello per pensare a come possiamo creare localismo, che di solito è considerato noioso, poco interessante, ma qui vediamo il modo in cui possiamo dare un potere immaginativo capace di sostenersi per molti secoli. Penso che sia qualcosa che dobbiamo davvero studiare, perché sta scomparendo sempre più nel resto del mondo”. Nel corso della dissertazione Ghosh ha offerto una lucida analisi delle tendenze che alimentano i presagi di una catastrofe futura, segnalando gli indizi già percepibili e partendo dall’evidenza che una crescente parte della popolazione ha ormai accettato l’idea di un’apocalisse come evento inevitabile. Questo scenario richiede, ha spiegato lo scrittore, una pianificazione e una preparazione attive. Ha poi illustrato il passaggio da una concezione essenzialmente religiosa dell’Apocalisse a una visione tecnocratica della fine del mondo, dai pericoli nucleari alle epidemie. L’ansia sociale alimentata da tali visioni ha generato un mercato di “strumenti” per la sopravvivenza in caso di catastrofi. La vera risposta a quest’ansia, ha detto Ghosh, proviene dal nuovo linguaggio ecologista, spesso introdotto dalla comunità accademica grazie all’attività di ricerca. Si è tenuta quindi la proclamazione con la consegna della pergamena della laurea magistrale ad honorem in Lettere Moderne. Un sentito applauso ha concluso la cerimonia che ha accolto in seno alla comunità accademica dell’Università di Siena il neo-laureato magistrale Amitav Ghosh, che ha ringraziato l’Ateneo per questo riconoscimento.










