Stazione alta velocità Medio Etruria: sette associazioni di categoria di Siena chiedono al presidente Giani di “parlare con il mondo imprenditoriale senese. No a una localizzazione preimpostata.Un’opera di questo tipo,per essere sostenibile economicamente ,ha bisogno di un imponente numero di viaggiatori e quindi di un bacino ii più ampio possibile che ne abbia accesso con la migliore e facile raggiungibilità”
“La realizzazione della stazione dell’alta velocità MedioEtruria, intermedia sul tratto Roma Firenze, è un obiettivo irrinunciabile per lo sviluppo dei territori coinvolti e una sfida che nessuno può permettersi di perdere”. Parte dalla conferma di questa posizione l’intervento congiunto di sette associazioni di categoria di Siena Confcommercio, Confesercenti, Coldiretti, Cia, CNA, Confartigianato, Api. “I distretti interessati dall’infrastruttura – continuano le associazioni – si trovano a cavallo di due regioni, la Toscana e l’Umbria,che già attualmente esprimono dati economici rilevanti:200.000 imprese con più di 600.000 addetti e oltre 10milioni di presenze turistiche.Una macro-area con quasi 1,5milioni di abitanti”.“La necessità di servire al meglio questo ampio panorama di mercato va posto alla base delle valutazioni tecniche che devono essere effettuate in primis da chi ha la responsabilità di progettare, realizzare e soprattutto di gestire MedioEtruria”. “Proprio per superare le posizioni dei particolarismi dei singoli enti territoriali, il mondo economico – proseguono – ha individuato come unico e legittimo soggetto abilitato ad effettuare gli studi necessari per addivenire ad una decisione finale sulla localizzazione e realizzazione di MedioEtruria, il tavolo tecnico costituito presso il Ministero delle infrastrutture partecipato da RFI,Regione Toscana e Regione Umbria tra gli altri,anche per ricordare che un’opera di questo tipo ha valenza nazionale ed addirittura internazionale laddove si interconnetta con reti aereoportuali e ne completi la funzionalità”. “La Regione Toscana e il suo presidente – affermano – hanno sposato una di queste possibili soluzioni ignorando le esigenze diverse di altri territori, sempre toscani ,che hanno dichiarato da sempre e responsabilmente, disponibilità e sostegno verso scelte che avessero a base le valutazioni sopra esposte e non partissero da una localizzazione preimpostata”. “Invitiamo dunque il Presidente Giani quanto prima ad un incontro con il mondo imprenditoriale senese su questo tema di fondamentale importanza per l’economia del territorio”. “Sono incomprensibili ed inaccettabili tutte quelle posizioni che vorrebbero vedere realizzata la stazione nel giardino di casa propria, con esclusivo interesse alla propria ristretta cerchia di utilizzatori – fanno notare – Un’opera di questo tipo,per essere sostenibile economicamente ,ha bisogno di un imponente numero di viaggiatori e quindi di un bacino ii più ampio possibile che ne abbia accesso con la migliore e facile raggiungibilità”. “Ancor più inammissibile è la pervicacia con la quale si sostengono e alimentano queste posizioni e contrapposizioni che non fanno altro che allontanare la possibilità di realizzarla ,con affermazioni del tipo”…o qui,o nulla…”.









