Toscana: Garante Infanzia, Stefano Scaramelli designato a maggioranza. La proposta  avanzata dal presidente del gruppo di Casa Riformista Francesco Casini è stata votata a scrutinio segreto. L’ex consigliere regionale ha ricevuto 4 voti a favore e 3 schede bianche

Sarà Stefano Scaramelli il nome che il Consiglio regionale della Toscana sarà chiamato a votare quale nuovo Garante per l’Infanzia e l’adolescenza. L’ex consigliere regionale, già vicepresidente dell’Assemblea legislativa nella precedente legislatura e già presidente della commissione Sanità nel quinquennio 2015-2020, era l’unico nome sul tavolo della commissione Affari istituzionale e Bilancio, guidata da Vittorio Salotti (Casa Riformista). La designazione è stata avanzata dal presidente del gruppo Casa Riformista, Francesco Casini.

In totale le autocandidature ricevute, e che hanno partecipato al bando aperto lo scorso ottobre e chiuso a dicembre 2025, sono state otto. Scaramelli è stata l’unica designazione. Le audizioni delle candidature non sono state svolte, in parte perché non obbligatorie, in parte perché nessuno dei commissari ne ha fatto richiesta, come ricordato più volte dal presidente Salotti. Particolare, questo, che ha alimentato un acceso dibattito prima del voto .Molto critico il portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi: “Il ruolo del Garante per l’Infanzia è delicato. Non conosciamo le persone che si sono candidate. Abbiamo atteso a nominare figure di peso, penso al segretario generale del Consiglio regionale, se ci prendiamo una settimana in più non si fa nulla di pretestuoso” ha chiarito. Sui requisiti è stato altrettanto chiaro: “I requisiti che il Garante dovrebbe avere, in primis qualificata e comprovata esperienza, dovrebbero essere letti nel loro insieme anche per un confronto tra l’uno e l’altro curriculum. Rinnovo la richiesta di audire tutti i candidati e non trasformare tutto in una ennesima nomina di carattere politico”. “Per assurdo – ha continuato – mi sarei potuto autocandidare. Qui la questione è di opportunità. La responsabilità di accertare la comprovata esperienza è decisione nostra. Mettiamo tutti i curriculum sul tavolo, peschiamoli a caso e leggiamoli. Non si scappa dalla responsabilità politica”. Tomasi ha inoltre ricordato di aver inviato una lettera alla presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi “per rilevare un’anomalia di carattere politico: il bando è stato aperto ad ottobre e chiuso a dicembre, prima cioè che la nuova consiliatura entrasse formalmente in carica”. A detta del capogruppo di Fratelli d’Italia Chiara La Porta nel processo verbale della Commissione del 5 marzo la nomina del Garante era già iscritta come parere referente, quindi per procedere alla votazione. “Era però una nomina politica e non avendo trovato un accordo nella maggioranza è saltata. Dire adesso che le nostre richieste di audizione sono pretestuose perché di nuovo iscritto come parere referente non è corretto, oserei dire ipocrita”. “Il Garante è scaduto a luglio 2025, a fine della scorsa legislatura, doveva andare in nomina, non c’era accordo nella maggioranza e quindi si è deciso di rimandare. Da qui la lettera del portavoce dell’opposizione che chiedeva una proroga del bando perché aperto in un momento di elezioni” ha spiegato ancora La Porta che pure ha aggiunto: “È mia opinione che i Garanti non dovrebbero esistere. I consiglieri regionali dovrebbero ricoprire quei ruoli o la politica ha fallito. Ma ci sono e tanto è, a maggior ragione non possono essere un compromesso al ribasso”. A chiusura dei lavori, il capogruppo Pd Simone Bezzini ha espresso condivisione sulla designazione di Scaramelli “dopo attenta valutazione”.