Toscana: la Consulta sull’autismo ha eletto Andrea Laurenzi suo portavoce in rappresentanza di venti associazioni regionali

 

Si è riunita la Consulta sull’autismo ed ha eletto il suo portavoce

 

La consulta regionale sull’autismo, guidata dal portavoce Andrea Laurenzi appena eletto, si è messa subito al lavoro e il primo impegno sarà la costruzione, entro la fine del 2026, del piano regionale. Composta da venti associazioni di familiari di persone che soffrono di questo disturbo, rappresentative di tutto il territorio regionale, la neonata consulta appena insediata rappresenta un momento importante per la Regione.  Questo organismo nasce infatti con un obiettivo molto chiaro: dare una voce concreta e permanente alle associazioni e alle persone che ogni giorno vivono, rappresentano e conoscono da vicino il mondo dell’autismo, della neurodivergenza e della salute mentale.

“La Regione Toscana considera il confronto continuo con il mondo dell’associazionismo uno dei pilastri della propria azione amministrativa e con la nascita della Consulta speriamo di fare un ulteriore passo in avanti concreto ed efficace” commenta il presidente della Toscana Eugenio Giani e l’assessora al diritto alla salute e alle politiche sociale Monia Monni.

Il meo eletto portavoce Andrea Laurenzi è presidente dell’Associazione Autismo Arezzo nonché vice presidente di Autismo Toscana e membro del Coordinamento regionale delle Associazioni per l’autismo. “Da oggi – precisa Laurenzi – parte un progetto che ci vedrà tutti assieme al tavolo regionale per progettare il futuro dei nostri figli neurodivergenti e garantire diritti a loro e alle loro famiglie: ognuno con una sua identità e forza ma tutti riuniti in un unico gruppo, che è già un grande risultato. Il compito che ci aspetta è un impegno enorme, che assumo con molta serietà e abnegazione. Credo che oggi ci siano condizioni istituzionali e di rappresentanza per poter veramente svolgere un lavoro efficace sulla salute mentale e la fragilità”.“La politica migliore per la neurodivergenza – aggiunge – è quella che si costruisce insieme tra istituzioni e chi vive quotidianamente i bisogni, le difficoltà ma anche le opportunità e le potenzialità delle persone. Sono temi complessi e delicati.  L’autismo e, più in generale, la neurodivergenza pongono sfide che richiedono competenze, sensibilità e capacità di guardare ai bisogni delle persone lungo tutto l’arco della vita.  Noi, come associazioni, ci siamo”.