Toscana: liste d’attesa; gruppo regionale Fdi, “basta propaganda. Oltre un toscano su tre non ha risposte dal SSR. Il piano nasce in risposta alle nostre proposte. Faremo una operazione verità sulle liste d’attesa” 

Conferenza stampa del gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale  per fare il punto sul buco di bilancio in Sanità e la gestione delle liste d’attesa. Sono intervenuti i consiglieri regionali componenti della Commissione Sanità Enrico Tucci (vicepresidente della Commissione), Alessandro Tomasi (portavoce dell’opposizione), Diego Petrucci e Jacopo Cellai e il consigliere regionale Claudio Gemelli .

“Siamo stanchi di sentire l’Assessore Monni e il Presidente Giani parlare di dati positivi e prestazioni recuperate. Questo piano nasce a seguito della nostra conferenza stampa assieme all’assessore alla sanità della Regione Piemonte Federico Riboldi, con il quale proponemmo di ampliare l’offerta nelle ore serali e nel fine settimana. L’assessora ci rispose in modo del tutto inadeguato dicendo che la Regione faceva già quel tipo di attività. I fatti però raccontano un’altra storia visto che ad un mese e mezzo dalla nostra conferenza stampa, Monni e Giani hanno venduto questo piano straordinario per abbattere le liste d’attesa da 32 milioni di euro che riprende, in parte, le nostre proposte” hanno detto gli esponenti di Fratelli d’Italia.

“A parer nostro la Regione avrebbe dovuto elaborare un piano per abbattere le liste d’attesa con le risorse provenienti dal Fondo Sanitario Nazionale, visto che il Governo Meloni ha stanziato 176 milioni di euro in più per quest’anno. Invece la Giunta ha deciso di spendere ulteriori 32 milioni di euro! A cosa servono le risorse aggiuntive provenienti dal Governo Nazionale? Ve lo diciamo noi, a coprire il buco di bilancio in sanità. E poi, questi 32 milioni di euro a cosa saranno tolti? Vogliamo sottolineare che la variazione di bilancio che andremo a discutere la prossima settimana chiude i conti del 2025 e oggi possiamo affermare che il buco di bilancio vale oltre 250 milioni di euro” ha affermato Cellai. “L’aumento dell’Irpef del 2023 ormai è strutturale – ha spiegato Tomasi – da un nostro accesso agli atti abbiamo scoperto che solo quasi la metà del gettito Irpef va nella spesa sanitaria: per un introito complessivo di 250 milioni, ben 118 sono destinati alla generalità della spesa. Il Presidente ha tradito la fiducia di cittadini e sindacati: all’indomani dell’aumento, promise che il prelievo sarebbe stato temporaneo e finalizzato al potenziamento dei servizi. A due anni di distanza, la realtà è chiara: le tasse non caleranno e i toscani devono fare i conti con servizi peggiori”.

“Affermare che il sistema funzioni è un insulto alla realtà se solo il 65% delle prestazioni prescritte viene effettivamente erogato, significa che il restante 35% dei toscani è costretto a rivolgersi al privato o, peggio, a rinunciare del tutto alle cure. La Regione smetta di auto-incensarsi con statistiche rimescolate ad arte. I numeri forniti da Monni non sono chiari per questo faremo un’operazione verità sulle liste d’attesa attraverso una serie di accessi agli atti e interrogazioni. Già nel 2023 la Corte dei Conti riprese la Regione Toscana dicendo che i dati sulla gestione delle liste d’attesa era stata artefatta al fine di sottostimare le richieste e conseguentemente esaltare le risposte del servizio. Recentemente il Ministro Schillaci ha affermato che le Regioni devono applicare la legge e fornire dati certi perché la domanda dei cittadini non sembra per niente soddisfatta. Voglio sottolineare che proprio in queste ore il Ministro Schillaci ha detto che il Governo farà una legge organica per introdurre regole chiare e strumenti di controllo sulle liste d’attesa”, ha dichiarato Petrucci..

 

“Ci rivediamo in Aula per il confronto sulla variazione di bilancio che chiude il bilancio delle Aziende sanitarie e vogliamo ricordare che su questo- hanno oncluso – il Presidente Giani aveva fornito dati del tutto diversi rispondendo ad una nostra interrogazione più di un mese fa. Come è possibile che un governatore non abbia contezza della situazione finanziaria della sua Regione? Abbiamo inoltre delle perplessità sul piano di abbattimento delle liste che non mancheremo di sottolineare nelle sedi opportune, in particolare sulle risorse destinate al privato convenzionato che saranno sotto la gestione discrezionale dei Direttori Generali e sui criteri attraverso cui identificare le Aziende virtuose a cui saranno destinate un premio di 4 milioni di euro. Convocheremo di nuovo l’assessore Monni in Commissione Sanità perché ci illustri in dettaglio le azioni che saranno messe in campo dalle Aziende Sanitarie a fronte dei 32 milioni per le liste d’attesa, pur avvalendoci dei nostri strumenti di ispezione verificheremo anche sul campo l’effettiva realizzazione di questo programma”.