Toscana: on. Rossi (FdI), “nomina Giacomo Termine, sindaco di Monterotondo Marittimo e segretario del Pd provinciale , a capo della segreteria dello staff dell’assessorato regionale guidato da Marras fa sorgere più di un dubbio. Regione serbatoio per incarichi di partito, nomina che getta ombre su futuri bandi e finanziamenti”
«Al di là delle precisazioni tecniche e dei cavilli contrattuali richiamati dall’assessore Marras, resta un nodo politico evidente che la sinistra toscana continua ostinatamente a non voler affrontare: l’assoluta inopportunità politica di nominare a capo della segreteria di un importante assessorato regionale, quello di un sindaco in carica, segretario provinciale del Partito Democratico». E’ quanto dichiara Fabrizio Rossi, deputato toscano di Fratelli d’Italia, intervenendo nel dibattito sull’opportunità politica della nomina di Giacomo Termine (nella foto con Marras) nello staff dell’assessorato regionale guidato da maremmano Leonardo Marras.
«Qui non siamo di fronte a una questione burocratica o contrattuale – chiarisce Rossi – ma a un problema politico che la sinistra toscana continua a fingere di non vedere: un sindaco in carica, segretario provinciale del Partito Democratico e dipendente di un importante comune maremmano, viene collocato stabilmente al vertice della segreteria di un assessorato che gestisce bandi, finanziamenti e risorse destinate proprio ad amministrazioni comunali e imprese».
«È davvero credibile sostenere che questa sovrapposizione di ruoli sia neutra e non getti ombre sulle future assegnazioni di risorse? – incalza il deputato di FDI –. È normale che un amministratore locale sieda ogni giorno negli uffici dove si decidono criteri, priorità, tempistiche e indirizzi politici dei bandi regionali destinati anche agli enti locali? Davvero dovremmo credere che l’accesso anticipato a informazioni strategiche non rappresenti un vantaggio concreto, se non per sé, quantomeno per il territorio da lui amministrato, il proprio comune o i “comuni amici della sinistra”?».
«Il vero nodo – spiega Rossi – non è quanto guadagna il capo segreteria anche se come è stato dimostrato non sono certo due spiccioli, ma di cosa viene a conoscenza, e soprattutto da quale posizione opera? E’ l’accesso privilegiato alle informazioni che rende discutibile la nomina, non la busta paga che andrà a percepire Giacomo Termine. Far finta di non capirlo è intellettualmente disonesto. In passato il Comune di Monterotondo Marittimo ha beneficiato di ingenti finanziamenti regionali, con progetti approvati anche nell’ambito dei fondi di sviluppo e coesione. Centinaia di migliaia di euro concentrati in un comune di poco più di mille abitanti. Molteplici sono state le polemiche tra i comuni esclusi, sia di destra e di sinistra. Sembrava che quasi sempre i comuni maremmani e amiatini che beneficiavano di queste risorse fossero sempre gli stessi, tra i quali Monterotondo. Ci siamo sempre domandati a quel tempo come mai quasi sempre i soliti comuni si aggiudicavano, casualmente, le prime posizioni escludendo tutti gli altri».
«Siamo certi che questa concentrazione di ruoli – sindaco, capo segreteria di un assessorato regionale e segretario provinciale del Pd grossetano – non alteri l’equilibrio tra i comuni toscani e metta delle ombre sulle future assegnazioni di risorse? – prosegue Rossi –. Da oggi chi garantisce che tutti gli amministratori locali partano davvero dalle stesse condizioni? Chi potrà verificare? L’assessore Marras? Il Partito Democratico? Conosciamo bene la loro declinazione dell’imparzialità e della trasparenza. Quando un amministratore locale entra nelle stanze in cui si costruiscono le politiche pubbliche di cui il suo comune può essere beneficiario diretto, non è possibile ignorare la vicenda. È un problema politico serio, che riguarda tutti i cittadini e la sinistra non può liquidare con arroganza questo aspetto che solleviamo», conclude Fabrizio Rossi.
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