Toscana: rinnovato il contratto di lavoro per le Colf e le badanti. Solo in Toscana sono 72mila, per il 70% straniere. Fisascat-Cisl: “la Regione riconosca un maggiore contributo alle famiglie che assumono regolarmente assistenti familiari, per aiutare le famigli e sconfiggere il lavoro nero.”
Più tutele, più salario, più riconoscimento per chi si prende cura delle famiglie toscane. Il rinnovo del contratto nazionale del ‘lavoro domestico’, sottoscritto la scorsa settimana a livello nazionale, riguarderà in Toscana 72.061 lavoratori; anzi, soprattutto lavoratrici, visto che in Toscana l’89% degli addetti in questo settore sono donne: 64.155 a fronte di 7.906 uomini. “La Toscana è la terza regione italiana per numero di addetti, con una forte presenza di lavoratrici straniere, circa il 70%, impegnate soprattutto nell’assistenza domiciliare agli anziani e alle persone fragili” -dice il segretario generale della Fisascat-Cisl Toscana, Alessandro Gualtieri (foto-. “Questo rinnovo tutela persone fondamentali per la cura e il benessere delle famiglie toscane: lavoratrici e lavoratori che permettono a tanti anziani non autosufficienti di restare nelle proprie case, con dignità e sicurezza. Ora è necessario che anche la Regione Toscana faccia la sua parte, riconoscendo un maggiore contributo alle famiglie che assumono regolarmente assistenti familiari: un intervento che darebbe respiro ai bilanci domestici e aiuterebbe a sconfiggere il lavoro nero, favorendo l’emersione di rapporti regolari e tutelati.”.Gli addetti sono divisi praticamente alla pari tra colf (49%) e badanti (51%). L’età media è di oltre 55 anni e l’orario settimanale per il quale sono assunti oscilla tra le 25 e le 29 ore. A livello nazionale il nuovo contratto, entrato in vigore sabato scorso, si applica a 817 mila persone.
Significativo l’aumento dei minimi salariali: +100 euro lordi a regime sul livello medio BS, da sommare agli ulteriori 135,75 euro di recupero del costo della vita (in base all’indice ISTAT 2021-2025). Il nuovo contratto prevede anche la rivalutazione annuale dei minimi retributivi che passa dall’80% al 90%; l’aumento dell’indennità per la formazione certificata promossa da Ebincolf, che cresce da 11 a 30 euro mensili; un rafforzamento del riconoscimento delle competenze professionali, attraverso la certificazione UNI 11766:2019. Il nuovo contratto introduce anche avanzamenti storici sul piano dei diritti, estendendo ai lavoratori domestici: il congedo parentale per entrambi i genitori; il diritto a permessi per l’assistenza ai familiari con disabilità grave, colmando un vuoto di tutela importante, poiché il settore è escluso dalla legge 104/92.










