Asl Toscana sud est : il 31 gennaio Open day promosso dalla Fondazione Onda dedicato all’emicrania, le iniziative nelle province di Siena, Arezzo e Grosseto
In Italia si stima ci siano circa 7 milioni di persone che soffrono di emicrania. Si tratta di una patologia che nel 90% dei casi insorge prima dei 40 anni, affligge con maggior incidenza il sesso femminile, in taluni casi costituisce una patologia invalidante che condiziona fortemente la vita sociale e lavorativa di chi ne è affetto. A oggi è uno dei disturbi ancora meno diagnosticati e curati. L’Asl Toscana sud est, da qualche mese, ha attivato un servizio di visite specialistiche neurologiche negli ospedali di Campostaggia e di Nottola, dedicato proprio alla diagnosi e terapia di questa malattia a cui si può accedere con prenotazione telefonando al numero Cup. La Uosd di Neurologia aderisce, inoltre, all’iniziativa promossa dalla Fondazione Onda offrendo consulenze che saranno erogate il 31gennaio con ambulatorio dedicato dalle 14 alle 16 nell’ospedale di Nottola. Trattasi di un’occasione unica intanto per conoscere un servizio nuovo offerto agli utenti, infatti la Uosd di Neurologia è stata formalmente costituita da un paio di anni, e poi è un modo per prendere in carico pazienti emicranici che non sono mai stati seguiti da uno specialista. A oggi esistono diverse cure per trattare tale patologia, sono terapie per l’attacco e terapie di profilassi, alcune delle quali nuove come gli anticorpi monoclonali. Il neurologo della Asl sarà felice di incontrare i pazienti e informarli delle possibilità anche terapeutiche disponibili. “La Uosd di Neurologia è una realtà nuova nei territori dell’Alta Val D’Elsa e della Val di Chiana Senese e il nostro impegno in questi ultimi due anni è stato quello di farci riconoscere come una figura professionale di riferimento nel territorio, – dice la neurologa Maria Alessandra Carluccio. – Siamo felici dei consensi che stiamo ottenendo perché i pazienti iniziano a riconoscerci come “le neurologhe” del loro ospedale. Dico neurologhe, usando volutamente il femminile, perché la nostra è una squadra tutta di donne e proprio per questo siamo entusiaste di aderire ad iniziative come quelle promosse dalla Fondazione ONDA. La medicina di genere è ormai una realtà della scienza medica e l’emicrania può esserne un simbolo. Ecco vorrei dire alla mie pazienti che qui c’è una coalizione di donne per le donne. Intanto, vi aspettiamo nei nostri ambulatori per parlare di emicrania”. Il 31 gennaio all’Ospedale San Donato di Arezzo sarà attivo un servizio di consulenza telefonica, con accesso libero. Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, nella giornata del 31 gennaio 2023 coinvolgerà gli Ospedali Bollini Rosa per promuovere la prima edizione dell’(H)-Open Day dedicato all’emicrania, offrendo servizi gratuiti clinico-diagnostici e informativi alla popolazione che includono visite neurologiche, consulenze con gli esperti, test di valutazione, info point, conferenze e distribuzione di materiale informativo.Aderendo all’iniziativa, l’Unità Operativa di Neurologia dell’Ospedale San Donato di Arezzo organizza per la mattina del 31 gennaio uno sportello informativo tramite accesso telefonico libero, allo 0575-255228, dalle ore 9.30 alle ore 12.30, dove gli utenti potranno parlare con un neurologo esperto in cefalee.”L’emicrania- riferisce la dott.ssa Martina Guadagni, Neurologa del Centro Cefalee dell’Ospedale di Arezzo- è una patologia cronica che colpisce circa il 12% degli adulti in tutto il mondo, con una prevalenza tre volte maggiore nelle donne. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’emicrania rappresenta la terza malattia più frequente al mondo e la seconda più disabilitante, con altissimi costi umani, sociali ed economici.L’emicrania-prosegue la dott.ssa Guadagni- e le cefalee in generale, colpiscono prevalentemente soggetti giovani in età lavorativa e sono altamente disabilitanti; sommando i costi diretti relativi a spese mediche, farmaci, accessi in Pronto Soccorso e ospedalizzazioni, con i costi indiretti dovuti alla mancata produttività e assenteismo, si calcola che in Italia, ogni anno, l’emicrania costa circa 3.5 miliardi di euro.Pertanto è importante adottare misure dirette a migliorare il livello di conoscenza di questa patologia e promuovere iniziative dirette a sensibilizzare la popolazione e facilitare l’accesso alle cure adeguate”.Iniziativa informativa per i cittadini sull’emicrania anche all’ospedale di Grosseto, a cui sono stati riconosciuti 3 Bollini rosa e che aderisce al primo open day su questa patologia, promosso da Fondazione Onda – Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere. Martedì 31 gennaio, dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18, all’ambulatorio 4 della palazzina della libera professione, i professionisti della Neurologia, diretta dal dottor Roberto Marconi, saranno a disposizione dei cittadini per consulenze e informazioni sull’emicrania. “A Grosseto è attivo all’interno del Misericordia un ambulatorio cefalee dedicato esclusivamente alla cura dell’emicrania e delle altre forme di mal di testa – spiega il dottor Sergio Pieri, neurologo responsabile del servizio – Al momento seguiamo circa 400 pazienti con cefalee, di cui la metà affetti da emicrania. Tra quest’ultimi si riscontra un rapporto donna- uomo, di 2 a 1, il che conferma il trend generale. L’emicrania infatti, oltre a essere una patologia genetica, è legata a fattori ormonali, tipici delle donne. Ha un esordio generalmente in età giovanile, post sviluppo e si caratterizza per episodi frequenti e puntuali che possono durare da poche ore fino ad alcuni giorni. Per chi ne soffre in maniera cronica, può risultare invalidante perchè spesso il dolore e i disturbi che provoca costringono le persone a restare al letto, al buio, rendendole incapaci di svolgere le normali attività quotidiane. Con piacere aderiamo all’open day di Onda perchè rappresenta un’occasione di fornire informazioni complete e corrette su questa malattia e soprattutto mettere a conoscenza le persone che ne soffrono dell’impiego nella nostra struttura delle nuove terapie, tra cui gli anticorpi monoclonali”.









