Arezzo: il Comitato “Emergenza lupo” ha chiesto al vicepresidente del consiglio regionale Casucci di farsi carico della questione dei predatori accogliendo le richieste avanzate a cominciare dal prelievo del Dna per avere ‘prove scientifiche decisive per accertare l’origine dell’aggressione’ e distinguere tra lupi e ibridi
“Emergenza lupo – Arezzo” ha lanciato un appello al Consigliere Regionale Marco Casucci, Vice Presidente del Consiglio Regionale della Toscana, affinché sollevi la questione nelle sedi di competenza, confidando nel fatto che in questi anni di attività non ci ha mai fatto mancare il suo appoggio e la fattiva collaborazione per la risoluzione del problema”. A darne notizia lo stesso Casucci che, accogliendo l’appello del Comitato , ha confermato il proprio sostegno alle richieste avanzate. Tra queste il “prelievo di campioni di DNA per aggressioni da lupo- dice una nota del Comitato stesso -, è un imperativo in un territorio ormai invaso da questi predatori. Tra le proposte emergenti spicca la necessità di introdurre l’impiego sistematico di tamponi per il prelievo di campioni di DNA nei pronto soccorso, una misura che potrebbe fornire prove scientifiche decisive per accertare l’origine dell’aggressione e le relative responsabilità. Le aggressioni attribuite ai lupi generano controversie e dibattiti, sia per la difficoltà di distinguere gli effettivi responsabili (ad esempio i cani i o cosiddetti “ibridi”) sia per il danno emotivo che tali eventi comportano, nelle persone aggredite, ma anche nella popolazione che si trova a fronteggiare l’ormai diffuso pericolo. Il crescente numero delle aggressioni all’uomo, non ha indotto alcuna risposta da parte delle istituzioni nazionali e regionali, questo preoccupante (ed eloquente) disinteresse apre a scenari che lasciano intendere ad una chiara volontà di tenere il problema sottotraccia, per non incorrere in specifiche responsabilità (non solo politiche), di chi dovrebbe tutelare la “cosa pubblica”, senza subire le intimidazioni e la disinformazione degli animalisti. In cuore del problema non è costituito solo dagli insanabili danni alla pastorizia estensiva, alla biodiversità ed alla rarefazione della fauna selvatica (il capriolo in modo particolare), oggi vediamo predare sistematicamente anche gli animali domestici e d’affezione, infine addirittura l’uomo. Ormai quasi quotidianamente si riferiscono casi di aggressioni alle persone, ma la sanità pubblica non si sta dotando di quegli strumenti, di per se non onerosi, che servirebbero a rappresentare lo stato attuale dell’emergenza. La raccolta di campioni di DNA direttamente dalle ferite o dai tessuti danneggiati delle vittime (umane o animali) rappresenterebbe un importante passo avanti. Questi dati consentirebbero di identificare con certezza la specie responsabile, fornendo elementi oggettivi per orientare le azioni di controllo e di prevenzione. I pronto soccorso (anche quelli veterinari) sono un nodo cruciale in questa strategia. Dotare le strutture sanitarie di kit per il prelievo di campioni biologici garantirebbe un intervento tempestivo e standardizzato. I tamponi, una volta raccolti, verrebbero inviati a quei laboratori specializzati per l’analisi genetica, già presenti nel territorio”. Secondo il Comitato “la soluzione portata avanti dai nostri governanti, ossia il cosiddetto declassamento del livello di protezione del lupo nella Convenzione di Berna, ha fornito la scusa per rimandare (nella pratica) il contenimento di questa specie di almeno 2 ANNI, una linea politica davvero “poco coraggiosa” che serve solo a non assumersi la responsabilità di applicare le deroghe previste dall’articolo 11 del D.P.R. 357 del 1997 (la norma che ha applicato la Direttiva “Habitat” in Italia). A questo punto la Regione Toscana, dato che non chiede l’applicazione delle deroghe al Ministro dell’Ambiente, dovrebbe quantomeno dotare i Pronto Soccorso dei necessari tamponi per il prelievo del DNA dalla morsicature. Allo stato attuale non si distingue più – conclude il Comitato -dove finisce l’ignavia e comincia la connivenza, in pratica quasi nessun politico può essere considerato assolto dalle responsabilità di tutto quello che sta avvenendo e che succederà”.











