Abbadia San Salvatore: “Cenette” per le strade, l’idea di Don Antonio seduce i badenghi. Numerose le tavolate allestite nelle vie
Di Mariella Baccheschi
Non si è spenta ancora l’eco positiva della bella iniziativa promossa dal parroco di Abbadia San Salvatore don Antonio Bartalucci, il quale aveva invitato gli abitanti del paese a scendere in strada, all’aperto, muniti di una sedia e un tavolino, per consumare la propria cena in compagnia dei vicini di casa. La proposta è stata accolta favorevolmente, anzi, con autentico entusiasmo, tanto che la sera di mercoledì le strade sia del centro storico sia del paese nuovo e della periferia, si sono animate di piccole e grandi tavolate, dove ogni commensale si è presentato munito, non solo della propria cena, ma di pietanze più o meno tradizionali, da condividere con gli altri. I più organizzati si sono suddivisi i compiti e hanno allestito delle ricche tavolate. “Carissimi che abitate ad Abbadia – aveva scritto don Antonio nel volantino di invito – in questo tempo non vi sembri strano se osiamo provare un gesto di fraternità, per sentirci tutti più vicini. Le cenette per le strade si fanno mercoledì 29 luglio. Una cosa semplice e bella. Cisi mette d’accordo con i vicini, invitando tutti, senza escludere nessuno. Si trova un posto riparato, si porta la sedia e un tavolo e, per mangiare, quello che era preparato. Accanto a te, il tuo vicino ha fatto come te, con tavolo e sedia e qualcosa da mangiare. Avvicina il tavolo e la sedia e qualcosa da mangiare. Avvicina il tavolo e seggiola e il resto viene da sé”. Lui sarebbe passato di postazione in postazione per portare un pane e un po’ di vino, ma l’”apetto” si è guastato e non ha potuto compiere completamente la missione. In totale, oltre 50 tavolate allestite, composte da 20, 40, 70, 80 e più commensali, entusiasti di essersi messi a tavola con i vicini di casa – e non solo – in una splendida serata estiva, sotto le stelle, per degustare insieme piatti più o meno sofisticati. I badenghi avevano proprio bisogno in questo momento di una occasione di “riconciliazione collettiva”, di un caldo rapporto umano, di socialità,positività e condivisione. I ringraziamenti per don Antonio e la sua coraggiosa ideaanche sui social sono unanimi, calorosi e straordinari.










