Arezzo: fino al 5 maggio la mostra “Tra sogni e ricordi” di Laura Polverini alla Galleria Ricasoli
di Claudio Zeni
La Galleria Ricasoli del Palazzo della Provincia di Arezzo ospita fino al 5 maggio la mostra ‘Sogni e ricordi’ di Laura Polverini (ingresso libero). “Quando dipingo nella mia solitudine ho spesso la sensazione di essere dentro le mie opere – sottolinea Laura Polverini – non le guardo da fuori, le abito. E’ un’emozione fortissima quasi fisica, come se la tela diventasse un luogo reale capace di accogliere e restituirmi bellezza”.La storia di Laura non è solo un percorso artistico ma un lento e ostinato atto d’amore verso la creatività. In un mondo che spesso, con gli anni, irrigidisce e ripete, lei ha continuato a lasciare spazio al nuovo, permettendogli di nascere, crescere, sorprendere.
Nata ad Arezzo nel 1944, in una famiglia numerosa e in un tempo che sapeva di paese, Laura muove i primi passi nel negozio di famiglia, dove inizia ad allestire vetrine, scoprendo presto il potere silenzioso delle immagini. Le sue mani imparano a raccontare senza parole, a costruire visioni. E quelle visioni la portano lontano: premi, riconoscimenti, fino a diventare Maestro in vetrinistica. Ma non è il traguardo a definirla. È lo sguardo.Uno sguardo nutrito dalla natura, dalla vita condivisa, dai gesti semplici e pieni: la campagna, gli animali, l’aria aperta, le passeggiate lente. Un mondo che non ha mai smesso di viverle dentro.Poi, quasi per caso, arriva la pittura.E non è un inizio qualsiasi: è un ritorno.Nei suoi quadri scorrono ruscelli, si muovono foglie, respirano animali. Non sono solo immagini, sono memorie vive. È come se, dipingendo, Laura entrasse dentro ciò che crea, abitandolo. E in quel gesto, il tempo si sospende, il quotidiano si allontana, lasciando spazio a qualcosa di più profondo, più vero.Il suo stile è essenziale e ricco insieme, costruito con pazienza e poi liberato, come si lascia andare ciò che non serve più. Non cerca fuori: guarda dentro, nel fare stesso, nel dialogo silenzioso tra mano e anima.Le sue opere non si limitano a mostrarsi. Invitano a entrare, a perdersi, a ricordare.Un mondo che forse abbiamo dimenticato… ma che, davanti ai suoi quadri, riconosciamo ancora.










