Castiglione del Lago: al  Nuovo Cinema Caporali  il  6 dicembre lo spettacolo “Piggle, un’amica” di e con Monica Palma

Sabato 6 dicembre il Nuovo Cinema Caporali ospita una performance teatrale scritta e interpretata da Monica Palma. L’artista vicentina porta a Castiglione del Lago lo spettacolo “Piggle, un’amica”, liberamente tratto da “Piggle” di Donald W. Winnicott. La stessa Monica Palma racconta la sua idea: «Un’amica che eredita la biblioteca di uno psicanalista appoggia sul tavolo della prima colazione “Piggle, una bambina” di Donald W. Winnicott. Apro il libro e da subito è per me lavoro, allo stesso modo di quello di Piggle che appena mette il capo, a due anni e mezzo, nello studio del dottor Winnicott, gli rende immediatamente chiara l’idea di essere venuta per lavorare. Il libro tratta dei due anni e mezzo di analisi di Piggle, ovvero Gabrielle, e intreccia lettere da e per i genitori, appunti sulle consultazioni e naturalmente riporta con precisione gli interventi verbali della paziente. Nel mio lavoro ho destrutturato il testo e creato un’articolazione in cui madre, Piggle (figlia e paziente) e il dottor Winnicott sono la trilogia di un qualcosa che potrei raccontare, a posteriori, come un processo che stempera le identificazioni cercate, previste e prevedibili, nel calore di un transfert a sorpresa per la performer che si fa Winnicott a sé. Piggle (Gabrielle) e il dottor Winnicott hanno giocato molto bene insieme e credo che la mia area di gioco drammatico possa giocare a comunicare e a non comunicare con loro con voi e attraverso di voi. Ho trovato in Gabrielle il lampo di reale che le permetteva di sapere che la relazione analitica era finita, che lei aveva incorporata la spina dorsale della sua bellezza, che poteva integrare un Winnicott sufficientemente buono, a sé e in sé».

Monica Palma è nata nel 1963 a Lonigo in provincia di Vicenza. Durante gli anni ’80 e inizio ’90, si muove fra Italia, Francia, Germania e West Africa, nel teatro di ricerca. Dal 1994, interrotto il “nomadismo”, agisce la sua scrittura, intrecciandola a quella di donne visionarie, in linee di azione performativa.