Castiglione d’Orcia: recupero Ponte Nove Luci; gruppo opposizione ‘Presenza attiva’, “la soluzione più proporzionata è un unico ponte capace di assolvere tutte le funzioni” rispetto al progetto di due interventi distinti (recupero vecchia struttura per fini ciclopedonali e costruzione di un nuovo ponte veicolare) e  ridurrebbe anche i costi

Dal gruppo di minoranza ‘Presenza attiva’ di Castiglione d’Orcia riceviamo e pubblichiamo

“ La recente presentazione del progetto di fattibilità per la ricostruzione del Ponte Nove Luci rappresenta un fatto apprezzabile e un segnale di attenzione verso un’infrastruttura storicamente significativa per il territorio. Proprio per l’importanza dell’opera, riteniamo però utile proporre alcune riflessioni sulla forma e sull’impostazione generale del progetto, con spirito costruttivo. La proposta, pur animata da finalità condivisibili, appare a nostro avviso sovradimensionata rispetto alle reali esigenze. In particolare, la scelta di prevedere due interventi distinti — il recupero della vecchia struttura a fini ciclopedonali e la costruzione di un nuovo ponte veicolare — solleva dubbi di proporzionalità ed efficacia. Il recupero dell’attuale struttura come semplice passerella ciclopedonale, se non inserito in una rete ciclabile organica, rischia di configurarsi come intervento isolato e quindi di utilità limitata. Allo stesso tempo, la realizzazione di un nuovo ponte destinato ai soli veicoli a motore appare eccessiva rispetto alle funzioni che storicamente il ponte ha svolto, legate soprattutto al collegamento locale e alla valenza turistica, più che al traffico pesante. Il rischio complessivo è quello di una trasformazione dell’area con opere superiori alle necessità future e a ciò che realmente deve essere ripristinato. Riteniamo invece più equilibrata la soluzione di un unico ponte, nello stesso punto, che recuperi e valorizzi le parti non crollate, restaurandole e adeguandole agli standard attuali. Un’unica struttura potrebbe integrare traffico veicolare leggero, passaggio pedonale e ciclabile, sostenendo concretamente il turismo lento e collegandosi ai percorsi lungo il fiume Orcia, che meritano di essere completati e manutenuti. In questo modo si otterrebbe un’opera più completa, funzionale e realmente inserita in una rete di mobilità dolce. Un aspetto centrale riguarda inoltre i costi. Uno stanziamento di circa 13 milioni di euro appare molto elevato. Il principio di economicità dovrebbe guidare le scelte pubbliche: concentrare le risorse su un solo ponte ben progettato consentirebbe verosimilmente di ridurre la spesa, limitare l’impatto ambientale e destinare la differenza ad altri interventi prioritari, come piste ciclabili, manutenzione della viabilità esistente e altre criticità infrastrutturali provinciali. Va considerato anche il rischio che un’opera, pur utile, diventi antieconomica se accompagnata da tempi di realizzazione troppo lunghi o da costi di gestione rilevanti. In tali condizioni, una parte delle risorse potrebbe risultare più proficuamente impiegata su altri interventi urgenti per il territorio. La ricostruzione del ponte è certamente necessaria e sentita dalla comunità, ma riteniamo che la soluzione più proporzionata sia un unico ponte capace di assolvere tutte le funzioni. Una soluzione che potremmo definire un “dov’era com’era” migliorato: più sicuro, aggiornato, sostenibile e polifunzionale, nel rispetto della storia del luogo e delle esigenze attuali. “