Cetona: l’11 luglio presentazione del libro “La Bella Costa”, una storia di solidarietà femminile. L’evento nasce magicamente, grazie alla sorellanza e alla collaborazione di alcune protagoniste della vita culturale del territorio

Di Michela Martignoni

Esiste una forma di solidarietà femminile che spesso viene riassunta con il termine ‘sorellanza’, ma che in realtà è qualcosa di più profondo. È quella capacità, empatica e sodale, di creare legami, condividere esperienze, mettere in comune competenze, energie e occasioni non solo per noi stesse ma per la comunità. Molte donne la praticano ogni giorno, spesso senza neppure rendersene conto: attraverso un consiglio, una segnalazione, un aiuto concreto, una parola spesa al momento giusto. È una rete silenziosa ma tenace, che nasce dalla fiducia reciproca e dalla volontà di sostenersi. Una rete che aiuta a trovare una casa, un lavoro, una soluzione a un problema, oppure semplicemente a trasformare un’idea in un progetto condiviso, come quello di cui sto per parlare. Da sempre nella storia le donne sono state promotrici di cultura. Dalle corti del Rinascimento fino ai salotti ottocenteschi sono spesso le donne a captare le novità artistiche, i movimenti culturali e filosofici.

L’evento – in cui presenteremo il romanzo che ho scritto a quattro mani con Milena Contini, “LA BELLA COSTA” (Solferino) che avrà luogo sabato 11 luglio alle ore 18.30 a Cetona, sotto le volte della libreria Impression Arte e libri – nasce magicamente, grazie alla sorellanza e alla collaborazione di alcune protagoniste della vita culturale del territorio.

Tra le promotrici dell’iniziativa figurano Marcella Binaretti, presidente dell’Associazione Accademia Pietro Vannucci, da lei fondata nel 2004, e Rita Polizzi, titolare della libreria Impression-ArteLibri, attiva da ventiquattro anni. Da oltre vent’anni l’Associazione Accademia Pietro Vannucci promuove attività culturali attraverso presentazioni di libri, conferenze, mostre, concorsi letterari e collaborazioni con le scuole. È stata inoltre la prima realtà del territorio del Trasimeno ad attivare un punto di ascolto dedicato alla violenza di genere. Accanto a queste iniziative sviluppa progetti rivolti all’incontro tra generazioni, all’alfabetizzazione digitale, alla partecipazione sociale e allo scambio culturale.

La libreria Impression-ArteLibri, situata in Piazza Garibaldi a Cetona, rappresenta da anni un punto di riferimento per la vita culturale del borgo, ospitando incontri con autori e occasioni di confronto dedicate alla letteratura e all’attualità. L’incontro vedrà anche la partecipazione di alcune autorità del territorio: l’assessora Cristina Balducci sarà presente per un saluto istituzionale. A moderare l’incontro sarà Gilda Faleri, giornalista specializzata in storia, comunicazione e famiglie reali. Collabora con diverse testate online ed è autrice della newsletter Royal Poplitik, dedicata ai rapporti tra monarchie, geopolitica, società e soft power. Ha inoltre ideato il podcast 100 secondi con la regina Elisabetta e sta sviluppando nuovi progetti dedicati alla storia e all’attualità delle case regnanti.

Mi sta molto a cuore, inoltre, citare un mio personale esempio di sorellanza: da moltissimi anni sono legata da una profonda amicizia con Mariarosaria De Luca. Insieme abbiamo diviso viaggi ed esperienze lavorative, ma soprattutto ci siamo sostenute da sorelle durante le difficoltà della vita. Sono particolarmente lieta, quindi, che il caso ci farà incontrare di nuovo grazie a questa presentazione. Avrò modo così, in questa operazione culturale voluta da grandi donne della cultura, di parlare di un’animatrice di salotti culturali:Antonietta Costa, nobildonna vissuta tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento e protagonista del romanzo. Donna di forte personalità e di notevole indipendenza per il suo tempo, partecipò attivamente alla vita culturale e civile della Genova napoleonica, distinguendosi durante il drammatico assedio del 1800 per il sostegno prestato alla popolazione colpita dalla guerra e dalla fame.

Il suo salotto divenne uno dei principali luoghi di incontro della città, frequentato da artisti, letterati e uomini politici. Tra le personalità con cui intrecciò rapporti significativi vi fu Vincenzo Monti, ma altrettanto importante fu la rete di amicizie che seppe costruire. Tra queste spicca quella con Luigia Pallavicini, ricordata da Ugo Foscolo in una celebre ode, legata ad Antonietta da un rapporto di stima e affetto che il romanzo restituisce come uno dei tratti più originali e moderni della sua vicenda umana. A oltre due secoli di distanza, la storia di Antonietta Costa continua a offrire spunti di riflessione sul ruolo delle donne nella vita culturale e civile e sul valore delle relazioni come strumento di partecipazione e crescita collettiva.