Cetona torna a ospitare il cinema del futuro.Al via giovedì 17 luglio la kermesse di proiezioni incontri e masterclass.“Verso il Premio Maccari:Passaporto per il Cinema”

La programmazione della kermesse ‘Verso il premio Maccari’ – curata da Ludovica Fales, con la critica cinematografica Anna Maria Pasetti insieme ai giovani vincitori della prima edizione del Premio Maccari, Giulio Fantini, Francesca Tozzi e Veronica Pensierini –  apre giovedì 17 luglio (ore 17.00)  con una tavola rotonda dedicata al futuro del cinema indipendente italiano nella coproduzione internazionale. Ospiti Camilla Toschi, Direttrice del Festival di Cinema e Donne Area Cinema di Fondazione Sistema Toscana, e Nora De Marchi, Direttrice di FrontDoc, il Festival Internazionale del Cinema di Frontiera (Aosta).Si continua in serata con le prime proiezioni in calendario  nello spazio verde e accogliente dei Giardini della sala Polivalente. Alle ore 21.00 Giovanni Cioni e Lena Rumy presenteranno “L’orto del mondo” AA.VV. (Italia 2025, 75’), un film polifonico e collettivo nato dal Laboratorio “L’Orto del Mondo”, ideato e curato da Giovanni Cioni con Ludovica Fales, Alne Hervé, Saverio Damiani. (Alteto – Cetona, maggio e giugno 2023). Il film è frutto della prima edizione del laboratorio da cui prende il nome. Composto in capitoli e all’apparenza frammentato, si rivela un percorso graduale alla scoperta della campagna mugellese, dei suoi abitanti e del cineasta contadino Giovanni Cioni. Un po’ come un organismo, vive grazie alle sue parti, che si sostengono e svelano a vicenda. Immagini aperte a nuovi innesti e nuovi orti, alla ricerca di un modo sincero per stare al mondo e nel mondo. A seguire, è la volta di  “Anime Galleggianti” di Maria Giménez Cavallo (Italia, USA 2025, 73’), presentato dalla regista. Il film è un viaggio visivo e poetico ispirato alle Metamorfosi di Ovidio, ambientato in Sardegna. Attraverso la figura mitica della Parca e guidato dalla voce di Pitagora, il film racconta trasformazioni simboliche di personaggi come Proserpina, Aracne, Dafne e Orfeo. Il racconto si intreccia con riti arcaici e paesaggi reali, fondendo documentario, mito e spiritualità animista. La tradizione sarda – maschere, suoni, artigianato – diventa parte di un linguaggio cinematografico fluido, dove umano, animale e divino convivono. Culmine del film è il carnevale sardo, in cui la metamorfosi si compie attraverso antichi rituali e lo sguardo di un’autrice internazionale capace di vedere il mondo dell’opera da vicino e da lontano. Un’opera immersiva, sospesa tra sogno e memoria collettiva.