Chiusi: Maria Alexandra Cezar, in arte Hope Archer, la fotografa dei Ruzzi della Conca. Galleria di immagini e intervista alla 26enne di origine rumena e contradaiola delle Biffe, fresca vincitrice della Conca 2021

Di Massimo Montebove

 

I Ruzzi della Conca, la festa patronale di Chiusi Scalo, sono terminati domenica 5 settembre, come abbiamo raccontato, nel segno della contrada delle Biffe. E forse è un segno che Maria Alexandra Cezar, in arte Hope Archer, fotografa ufficiale dei verde arancio, mai come quest’anno abbia regalato ai suoi tifosi e a tutti i chiusini delle immagini davvero belle che pubblichiamo in questa gallery online. Abbiamo deciso di intervistarla.

D.Chi è davvero Alexandra Cezar?

R.’Sono semplicemente una ragazza che vive per la realizzazione di un sogno, di un progetto che come base solida ha l’arte e non manca però di coltivare l’amore per la fotografia mettendosi in gioco contro il tempo insieme alla sua fedele macchina fotografica. Se non si è capito: amo catturare il tempo e giusto per mettere un po’ di pepe adoro curare ogni singolo particolare di quello che mi circonda”.

D.Catturare il tempo. Ci spieghi meglio questo concetto.

R.”Penso che ognuno di noi abbia un motore portante che ci muove e che ci permette di smuovere quel che si ha intorno. È quel tipo di motore che ci allontana dal semplice scorrere del tempo e uscire dal quieto vivere. Nel mio caso ho capito che è la passione. La passione per la vita, la passione per l’avventura e l’arte. Ho sempre temuto il tempo e il suo inesorabile continuo scorrere, una paura comune direi e come tanti in sua risposta e soluzione ho trovato rifugio nel suono provocato dallo scatto. Se fotografi con il cuore penso che si va oltre un semplice furto al tempo di un attimo casuale”.

D.Qual è stata la sua formazione?

R.”La passione da sola non basta, ringrazio il mio percorso scolastico presso il Liceo Artistico di Orvieto dove ho potuto mettere in pratica tutte le mie capacità a 360 gradi, diplomata nell’anno 2015 appena uscita sapevo che avrei vissuto attraverso l’arte in tutte le sue svariate forme. Professione e Arte in un unico pacchetto. Questo è quello che desidero. Un po’ troppo riservata e generica riguardo i miei progetti futuri? Beh, forse sì. Ma ne vale la pena, lo assicuro. Da piccola donna ambiziosa che sono il fallimento non è contemplato”.

D.Come è arrivata dalla Romania all’Italia?

R.”Sono nata il 1° settembre 1995 a Bacau in Romania. Determinata, solare, piena di voglia di imparare e fare. Amante dei viaggi e della natura, ma soprattutto del mare e delle sue meravigliose onde. Una serie di continui eventi e coincidenze mi ha portata nella meravigliosa Toscana ,proprio qui a Chiusi Scalo alla tenera età di sette/otto anni. Dall’essere la bambina più timida, introversa e riservata della storia al diventare un’adolescente che tutta da sola decide di fare la pendolare fino ad Orvieto per frequentare il Liceo Artistico, è stato uno schiocco di dita. Ho sempre avuto le idee chiare. L’unica cosa che sapevo fare bene era disegnare, non ero portata per lo studio e a detta della mia insegnante di arte delle medie neanche per quello”.

D.Che cosa vuol dire per lei fotografare i Ruzzi della Conca?

R.”Alla piccola contradaiola delle Biffe che ero, che aveva paura di tutto, perfino di entrare a far parte a pieno della contrada, oggi dico: hai avuto una piccola rivincita contro la tua timidezza! E’ vero che sono pur sempre una spettatrice della mia contrada, ma non posso non pensare che incredibile coincidenza essere stata chiamata per fare le foto proprio da quella in cui sono cresciuta. Quando ho accettato questo incarico non mi è importato né di un compenso né di altro.  Ho voluto farlo perché ho amato da subito l’idea di essere lì in primo piano a catturare attimi che veramente fino a poco tempo fa erano la normalità. Come se mi fosse arrivata una piccola boccata d’aria. Immortalare momenti di preziosa normalità”.

D.Concludendo, quali progetti per i prossimi mesi?

R.”Ha presente la frase del celebre film ‘I passi dell’amore?’ So che per qualche motivo, ogni passo che ho fatto da quando ho imparato a camminare, era un passo verso di te. Beh, io questa frase la associo più che altro a me stessa e a chi voglio essere. Magari non farò mai realmente la differenza e neanche scalpore, ma voglio credere che riuscirò a fare qualcosa di buono attraverso quello che amo”.