Chiusi: presentata la XXIV edizione di OrizzontiFestival, in programma dal 29 luglio al 2 agosto con il titolo “Sentire sentire”
Presentata nella Sala del Consiglio Comunale di Chiusi la XXIV edizione di OrizzontiFestival, in programma dal 29 luglio al 2 agosto 2026 con il titolo “Sentire sentire”. Alla conferenza stampa sono intervenuti il Sindaco della Città di Chiusi Gianluca Sonnini, il Presidente della Fondazione Orizzonti d’Arte Giannetto Marchettini, il Direttore artistico Roberto Latini e il responsabile di filiera rifiuti industriali Acea Ambiente (sponsor ufficiale dell’evento) ing. Alberto Risoldi. Cinque giornate di teatro, danza, incontri, lezioni e occasioni di confronto attraverseranno alcuni dei luoghi più significativi di Chiusi, dal Teatro Pietro Mascagni al Chiostro di San Francesco, da Piazza Duomo al Museo Nazionale Etrusco, grazie alla rinnovata collaborazione con la Direzione regionale Musei nazionali Toscana del Ministero della Cultura, fino alla palestra delle Scuole Superiori.
“Sentire sentire” rappresenta un invito all’ascolto e alla partecipazione, alla possibilità di lasciarsi attraversare dalle parole, dai corpi, dai suoni e dalle relazioni generate dalle arti sceniche. Un Festival pensato non soltanto come successione di spettacoli, ma come esperienza condivisa capace di coinvolgere artiste e artisti, pubblico, cittadine e cittadini e generazioni differenti. Nel corso della conferenza stampa è stato presentato il programma, che porterà a Chiusi importanti protagonisti della scena contemporanea, tra cui Virgilio Sieni, Gennaro Carillo, Silvia Gribaudi, Marcello Sambati, Stefano Massini, Socìetas, Motus, Scena Verticale, Babel, Teatro Koreja, Ascanio Celestini, Alessandra Cristiani e Abbiati/Capuano. Accanto agli spettacoli troveranno spazio le “Lezioni con i Maestri”, incontri aperti e liberi nel tema e nel linguaggio, guidati da alcune delle più significative personalità del contemporaneo. Tornerà anche la “Lettura del diario”, una cronaca teatrale costruita attraverso le osservazioni e le riflessioni della redazione interna del Festival.
Roberto Latini, Direttore artistico Orizzonti Festival, ha spiegato che ““Sentire sentire” è un invito a prestare attenzione, a lasciarsi attrarre dalle parole, dai corpi, dalle visioni e dalle emozioni che l’arte sa generare. È un titolo che richiama il desiderio di ascoltare più profondamente ciò che ci circonda e, insieme, di riconoscere quello che accade dentro di noi. Orizzonti Festival vuole essere la festa di una comunità civile, culturale, sociale e transgenerazionale, che attraverso il teatro dà appuntamento a se stessa. Un luogo aperto di incontro e di scoperta, dove artisti, artiste, cittadine e cittadini possano condividere domande, immaginazioni e nuove possibilità di sguardo sul presente”. Secondo Gianluca Sonnini, Sindaco del Comune della Città di Chiusi “il percorso avviato con la direzione artistica di Roberto Latini continua a rappresentare un passaggio importante per la crescita del Festival Orizzonti, che anche con questa nuova edizione conferma la volontà di costruire una proposta culturale di qualità, capace di dialogare con il presente e di aprirsi a linguaggi, sensibilità e pubblici diversi. Roberto Latini porta al Festival una visione artistica autorevole, originale e profondamente contemporanea, accompagnando Chiusi in un cammino di ricerca e rinnovamento che valorizza il teatro e le arti performative come occasioni di incontro, riflessione e partecipazione. La nostra comunità crede con convinzione nella cultura come elemento centrale della propria identità e come strumento di crescita per il territorio. L’edizione 2026 sarà un’ulteriore occasione per rafforzare questo impegno, offrendo alla città e ai suoi visitatori un programma capace di emozionare, interrogare e creare nuove connessioni”. Poi Giannetto Marchettini, Presidente Fondazione Orizzonti d’Arte, ha fatto presente che “organizzare la ventiquattresima edizione del Festival Orizzonti ha richiesto come ogni anno un grande senso di responsabilità, attenzione e la capacità di continuare a sorprendere il pubblico, rinnovando una proposta che da ventiquattro edizioni rappresenta un punto di riferimento per la nostra città e per il panorama culturale del territorio. In questi anni il Festival ha saputo crescere, coinvolgere e appassionare un pubblico sempre più ampio, mantenendo viva la propria identità e aprendosi, al tempo stesso, a nuovi linguaggi, visioni e sensibilità artistiche. Quella che ci apprestiamo a presentare sarà un’edizione intensa, concentrata in cinque giornate ricche di occasioni di incontro, riflessione ed emozione. Roberto Latini, al suo secondo anno di direzione artistica, ha costruito un programma capace di accogliere grandi interpreti e protagonisti del teatro italiano, insieme a proposte in grado di stimolare il pubblico e invitarlo a mettersi in gioco. L’auspicio – ha concluso -è quello di poter vivere ancora una volta, come già accaduto lo scorso anno, un’esperienza culturale forte e condivisa: cinque giorni in cui il teatro, lo spettacolo e l’arte possano diventare occasione di partecipazione, dialogo e crescita per tutta la comunità”. Quindi Carlotta Paola Brovadan, Direttrice regionale Musei nazionali Toscana del Ministero della Cultura, ha ricordato che la collaborazione con OrizzontiFestival ” trova espressione anche in un’iniziativa rivolta ai pubblici: i visitatori del Museo Nazionale Etrusco di Chiusi riceveranno una card che darà diritto al biglietto ridotto agli spettacoli del Festival. Un gesto concreto che testimonia la volontà comune di mettere in relazione il patrimonio culturale, lo spettacolo dal vivo e le comunità, favorendo una fruizione sempre più integrata dell’offerta culturale del territorio”. “Il Museo Nazionale Etrusco di Chiusi conferma, in questa prospettiva, il proprio ruolo di presidio culturali aperto – ha infine sottolineato Fabrizio Vallelonga, Direttore del Museo nazionale Etrusco – non soltanto destinato alla conservazione e alla valorizzazione delle collezioni, ma anche luogo di ispirazione, incontro e spettacolo, capace di accogliere artisti, cittadine e cittadini in un confronto fecondo tra memoria, linguaggi contemporanei e comunità”.










