Chiusi: Simona Cardaioli ,”abbiamo bisogno di unire e non di dividere; sono importanti i programmi, non i nomi”. Intervista della Segretaria del Pd di Chiusi con centritalianews.it

Di Massimo Montebove

 

Da 3 mesi a Chiusi, politicamente parlando, si respira un’aria strana. L’addio agostano del sindaco Juri Bettollini dal Pd, le polemiche continue, certi silenzi che parlano più di mille parole. La segretaria dell’Unione Comunale del partito, Simona Cardaioli, parla per la prima volta di tutta questa vicenda a Centritalianews.it

D.Cardaioli, qual è il giudizio sull’operato dell’attuale Amministrazione?

R.“Del programma elettorale del 2016 molto è stato realizzato con giudizio positivo della maggioranza degli iscritti, ma i tempi ci impongono di andare oltre e guardare al futuro. In maniera proficua sono state realizzate infrastrutture ed eseguite manutenzioni, dobbiamo avere ora la capacità di sfruttarle con servizi, occasioni e progetti di area da condividere anche con altri Comuni per recepire le risorse europee che arriveranno e per valorizzare l’intero territorio. Dobbiamo farci trovare pronti, consapevoli delle mutate condizioni sociali ed economiche. Dobbiamo rendere appetibili i nostri territori per favorire la vita nei piccoli borghi rispetto alle città, fenomeno favorito dal covid e dallo smart working. A dicembre il PD di Chiusi organizzerà, con la totale condivisione della segreteria, incontri con associazioni di categoria, commercianti, imprenditori, associazioni che operano in ambito socio sanitario, operatori del turismo e mondo della scuola. Bisogna valorizzare il prodotto turistico ‘Toscana Terra Etrusca’, discutere di immigrazione e inclusione, parlare di ambiente e di economia circolare “.

D.Un programma che il Pd intende portare avanti con un secondo mandato per Bettollini?

R.”Sgombriamo il campo da molte imprecisioni che si leggono in giro. Ad agosto l’attuale primo cittadino si è dimesso dal Partito Democratico con dimissioni formali comunicate agli organismi dirigenti dei vari livelli e alle elezioni regionali ha invitato i cittadini a votare solo il candidato presidente e non il partito che nel 2016 ha determinato la sua elezione. Ciò nonostante il PD di Chiusi ha continuato a sostenerlo. Le porte non sono state chiuse, ma deve essere chiaro che statuto e codice etico devono essere rispettati. Per molti anni purtroppo Amministrazione e Partito sono stati considerati una cosa sola, le competenze invece devono essere distinte: al partito spetta un ruolo di indirizzo politico, all’amministrazione la gestione della cosa pubblica. Su questi presupposti, lo scorso 13 novembre abbiamo incontrato Bettollini, gli abbiamo chiesto di fare una relazione di fine mandato e di formalizzare la sua richiesta di rientro nel partito mettendosi poi a disposizione per le prossime elezioni amministrative”.

D.Qual è stata la risposta del sindaco?

R.“Ha rilanciato pretendendo la convocazione dell’assemblea dell’Unione comunale del PD per mettere ai voti e ottenere la ricandidatura, condizione necessaria, per lui, al rientro nel partito. In un partito come in una associazione si sta perché si condividono idee e principi, pur esprimendo legittime diversità, non per meri interessi personalistici. In ogni caso, nel pensare alla nuova squadra di governo, Chiusi e il PD devono guardare senza preconcetti alle esperienze e competenze che possono essere espresse dalla nostra cittadina, sia dentro che fuori dall’attuale amministrazione “.

D.Intanto però gli scontri non mancano: sulla nuova giunta lei ha criticato Bettollini per non averla informata delle nomine, lui ha replicato dicendo di averlo fatto e di aver parlato coi capigruppo.

R.”Non c’è stata alcuna condivisione nelle scelte per la giunta e per le deleghe con la coalizione che ha sostenuto questa amministrazione, c’è stata solo un incontro informativo con i capigruppo. Benchè sia nelle facoltà del sindaco revocarle ed assegnarle sarebbe stato auspicabile un percorso condiviso anche in vista delle prossime amministrative. Io sono una persona riflessiva che fa politica per passione, non amo rispondere a polemiche e provocazioni, non rientra nel mio carattere e soprattutto nel mio stile ma a tutto c’è un limite”.

D.Il primo cittadino in questi giorni ha attaccato il Pd di Chiusi anche per le nomine nel Cda di Lfi.

R.”E’ fondamentale avere una persona come Irene Vannuccini nel CDA di LFI perchè dobbiamo valorizzare e stabilizzare la conquista del Frecciarossa su cui tanti si sono prodigati e vanno ripensati i collegamenti nel nostro territorio, soprattutto quelli con Siena con l’elettrificazione della linea ferroviaria, lavoro per il quale la dimissionaria Elena Rosignoli aveva gettato le basi e che ora sarà portato avanti da Irene. Il CDA, vale la pena ricordarlo, è un organo politico e le competenze si fortificano con la volontà e l’impegno. Irene Vannuccini rappresenterà tutta la Valdichiana, la sua candidatura è stata condivisa dal presidente della provincia con tutti i soci della Valdichiana e dell’Aretino e votata all’unanimità nell’assemblea del 25 novembre. Il sindaco di Chiusi, unico contrario, poteva indicare un altro nome quando gli è stato chiesto, non fare polemiche dopo l’ufficializzazione della nomina. Poteva anche manifestare il suo dissenso partecipando all’assemblea del 25 novembre”.

D.Che cosa pensa della nuova risalita di casi Covid a Chiusi e delle ulteriori misure restrittive decise dal Comune?

R.“Bisogna appellarsi alla responsabilità di tutti i cittadini e attenersi alle indicazioni: distanziamento, uso corretto della mascherina ed igienizzazione delle mani. Occorre avere un atteggiamento di prudenza senza farsi prendere dal panico”.

D.In conclusione, tornerà la pace a Chiusi tra Cardaioli e Bettollini?

R.”Io non ne ho mai fatto una questione personale. Le strumentalizzazioni fanno solo male al partito e indeboliscono la coalizione in vista delle prossime comunali. Coalizione che abbiamo bisogno di costruire dopo un confronto con tutte le forze politiche del centro sinistra. Abbiamo bisogno di unire e non di dividere: vale per la squadra di governo come per gli alleati, ricordando sempre che la cosa più importante non sono i nomi, ma il programma e dunque gli interessi dei cittadini”.