Distretto biologico della Maremma: il presidente Vivarelli Colonna “Il bio non è una nicchia, è la direzione di marcia del nostro territorio”

Non un semplice convegno, ma una riflessione strategica sul futuro della Maremma. È questo il messaggio lanciato dal presidente del Distretto Biologico della Maremma, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, nel suo intervento in occasione dell’iniziativa dedicata allo stesso e inserita nel progetto nazionale Valori Bio.
«Quando parliamo di agricoltura biologica e sostenibilità – ha affermato Vivarelli Colonna – stiamo compiendo una scelta di campo: decidiamo che tipo di territorio vogliamo essere nei prossimi dieci o vent’anni. Il biologico non è più una nicchia, è una direzione di marcia».
Nel suo intervento ha sottolineato come la Maremma rappresenti un’identità economica, culturale e sociale costruita sul rapporto tra uomo, natura e lavoro, un equilibrio che oggi può trasformarsi nella più grande forza competitiva del territorio. In un mercato globale in continua evoluzione, ha evidenziato, «non vinceranno i territori che producono di più, ma quelli che sapranno raccontare meglio chi sono».
Da qui la necessità di superare una visione frammentata dello sviluppo locale e costruire un sistema integrato in cui agricoltura biologica, turismo, ristorazione, commercio, artigianato e patrimonio culturale dialoghino tra loro. «Quando un visitatore arriva in Maremma – ha spiegato – non deve trovare solo un prodotto biologico, ma vivere un’esperienza coerente, autentica e riconoscibile».
Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo del marchio del Distretto Biologico della Maremma, definito «non un semplice simbolo grafico, ma una scelta politica ed economica forte». Un marchio capace di unire il territorio, garantire qualità attraverso un disciplinare chiaro e accompagnare le imprese in un percorso di crescita sostenibile, estendendo il proprio valore oltre il solo comparto agricolo.
Vivarelli Colonna ha inoltre ribadito che la competizione globale non è più tra singole aziende, ma tra territori capaci di fare squadra. «Abbiamo competenze, imprese di qualità, università, ricerca e istituzioni che credono nella propria identità. La vera innovazione non è solo tecnologica: è culturale, è la capacità di lavorare insieme».
L’obiettivo indicato è ambizioso: fare della Maremma un modello nazionale di integrazione tra agricoltura biologica e sviluppo economico territoriale, dove la sostenibilità diventi un vantaggio competitivo, capace di attrarre investimenti, turismo di qualità e nuove opportunità per i giovani.
«Il biologico non è solo agricoltura – ha concluso Vivarelli Colonna– ma identità, economia, visione. E questa visione siamo chiamati a costruirla insieme».