Graduation Day 2025 dell’Università di Siena. Festeggiamenti in Piazza del Campo per le laureate e i laureati .Edizione dei record, con oltre 800 partecipanti .Il Rettore Roberto Di Pietra:«l’errore, un diritto necessario che ci appartiene». E un pensiero ai conflitti in corso.
Giornata di festeggiamenti a Siena per i nuovi dottori e dottoresse dell’Università di Siena che hanno conseguito il titolo di laurea, triennale o magistrale, nell’ultimo anno accademico e che sono stati celebrati durante il Graduation Day, la festa di laurea, che si è tenuta in Piazza del Campo.Ospiti d’onore sono stati Andrea Causarano, medico specialista in Medicina dello sport; Ofelia Passaponti, laureata dell’Università di Siena e Miss Italia 2024; Salvatore, laureato dell’Università di Siena del Polo universitario penitenziario Toscano – Siena; Peppone Calabrese, giornalista e conduttore Tv; con la presidente dell’Associazione USienaAlumni, Anna Prugnola. Edizione dei record con oltre 800 partecipanti, che con i loro familiari hanno partecipato ad un pomeriggio ritmato da interventi dedicati alla loro festa di laurea.La splendida cornice cittadina della Piazza del Campo ha accolto, dal primo pomeriggio, i partecipanti, che hanno via via preso posto nei vai settori, suddivisi per ciclo di studi; subito dietro i familiari.Alle ore 17 il suono delle chiarine ha dato l’avvio all’evento e il corteo accademico ha fatto il suo ingresso in piazza uscendo dal palazzo comunale,con il Rettore, le Direttrici e Direttori dei Dipartimenti universitari e autorità accademiche, che hanno preso posto sul palco. Il Rettore Roberto Di Pietra ha quindi salutato e ringraziato i partecipanti, i loro congiunti ed amici e le numerose autorità accademiche civili, militari e religiose presenti. «Questo è un giorno di festa che si svolge nella consapevolezza di un contesto internazionale nel quale le guerre, le sopraffazioni e la pacifica convivenza tra i popoli – ha sottolineato -mettono a dura prova il nostro “essere umani” e il nostro dichiararci civili. Ci sono azioni “disumane” – per citare il nostro Presidente della Repubblica – che non possiamo accettare ed alle quali vogliamo contrapporre il senso di quello che facciamo ogni giorno in luoghi di cultura, di libertà e di rispetto quali sono le Università e, certamente, l’Università di Siena». Ha preso quindi la parola Vanna Giunti, Assessore comunale con delega ai Rapporti con l’Università, che ha portato anche il saluto del Sindaco Nicoletta Fabio: «Il Graduation Day è un rito di passaggio: un momento simbolico, ma profondamente reale, in cui si chiude la lunga stagione dell’apprendimento formale e si apre quella della responsabilità e della costruzione del proprio posto nel mondo. E siamo felici di essere accanto agli studenti in questo momento cruciale. Come istituzioni, è nostro dovere continuare ad offrire spazi in cui pensare, dialogare, crescere. E dobbiamo farlo ascoltando davvero le nuove generazioni, riconoscendo le loro sensibilità e priorità».È seguito poi l’intervento di Andrea Causarano, medico sportivo e protagonista di innumerevoli successi nel mondo del calcio, dove ha rivestito numerosi ruoli direttivi nel settore sanitario di squadre di club. Causarano ha ringraziato per il privilegio e, dopo aver illustrato la sua carriera accademica e i primi passi nel mondo dello sport, ha salutato i partecipanti: «Terminare gli studi è una sorta di liberazione, significa raggiungere un traguardo vostro e delle vostre famiglie che vi hanno sostenuto per anni in tutto e per tutto, laurearsi è una vera e propria festa dell’anima!».È stata quindi la volta di Ofelia Passaponti, laureata magistrale dell’Università di Siena e Miss Italia 2024: «Un giorno che segna un traguardo, ma soprattutto un nuovo inizio. Un giorno in cui celebriamo un privilegio immenso: aver ricevuto dalla formazione universitaria un dono inestimabile, la libertà. Ho avuto la libertà di scegliere, con consapevolezza, l’ordine delle priorità nella mia vita. Ho scelto, prima di tutto, di studiare. Perché sapevo che solo attraverso la conoscenza avrei potuto essere, come voi oggi, portatrice di una bellezza che va oltre l’apparenza: la bellezza dell’intelligenza, della passione, della determinazione e della volontà. In questi anni abbiamo imparato a pensare in modo critico, ad affrontare le difficoltà, a cercare soluzioni e a immaginare futuri possibili.”.Di seguito l’intervento di Giuseppe Calabrese detto “Peppone”: «Siena ci ha insegnato molto. Tenetelo stretto. Portate con voi gli amici conosciuti qui, le passeggiate nel centro, i silenzi delle notti d’inverno, le mani dei tamburini e le gesta degli alfieri con le loro bandiere che sventolano per celebrare un popolo. Portate con voi il cuore grande che Siena vi ha aperto.”. Ha quindi preso la parola Salvatore, laureato dell’Università di Siena del Polo universitario penitenziario Toscano – Siena, che ha illustrato il suo iter di consapevolezza dell’importanza degli studi. Salvatore ha potuto laurearsi nel settembre 2024 in presenza a Siena, questa esperienza ha costituito una tappa fondamentale del suo percorso che gli ha concesso oggi di essere presente in Piazza del Campo, insieme ad altri studenti del Polo penitenziario, per celebrare il loro traguardo al Graduation Day.Ha ribadito l’importanza del Polo universitario presso il Carcere di Ranza. Dopo l’intervento della Presidente dell’Associazione USienaAlumni, Anna Prugnola, che ha puntato sulla parola “cambiamento” ha preso nuovamente la parola il Rettore Roberto Di Pietra per il suo discorso, incentrato sul concetto di errore, “un diritto necessario che ci appartiene”:«Ora che rivolgete la vostra attenzione nello sviluppo del vostro percorso personale dopo la laurea verso le Lauree Magistrali o verso il mondo del lavoro credo sia opportuno mettere nella giusta prospettiva il senso e il significato dell’errore e degli errori che si manifesteranno. Nessuno ne è esente e nessuno ne può e deve essere esente.Non esistono gli esperti su un tema che non commettono errori. Essi sono esperti solo se riescono ad apprendere dai propri errori e sono capaci di correggerli, posto che l’errore è una delle forme del nostro pensare e del nostro agire. Se dovessimo identificare le leve del “progresso umano” tra esse dovremmo certamente includere l’errore/gli errori. I piani, i progetti e i percorsi rigidi (e tassativi) non si realizzano mai. La loro realizzazione effettiva implica sempre la presenza di deviazioni, di strade secondarie, di batture d’arresto e ripartenze.In questa variabilità rispetto al piano iniziale si collocano le opportunità più importanti.I piani sono utili se non diventano trappole; se includono vie d’uscita, se non sono dogmatici.Gli errori sono come le cadute e, in molti sport come nella vita, è fondamentale imparare a cadere bene. Dato che cadere è un evento inevitabile (e magari frequente), bisogna imparare a farlo correttamente per non farsi male e per poi rialzarsi.Più si ha paura di cadere, più ci si impegna a evitare di cadere e più si diventa vulnerabili. Gli errori, i fallimenti, le cadute ci riconnettono con la nostra essenza, ci fanno più consapevoli dei nostri limiti, ma anche delle nostre potenzialità, e ci preparano a nuove sfide. Le persone migliori, quelle che contribuiscono a migliorare la nostra società sono proprio quelli che sanno usare l’errore e il dubbio come strumenti di lavoro. La nostra conoscenza cresce sugli errori che facciamo e sulla nostra capacità di riconoscerli.« Come scriveva Goethe, gli errori rendono gli uomini amabili. Gli errori ci umanizzano agli occhi degli altri. Gli errori ci rendono amabili con noi stessi .L’idea di sbagliare non è una catastrofe, ma un passaggio fondamentale della nostra crescita personale e dell’evoluzione della nostra società.Datevi la possibilità di accettare gli errori e “i fallimenti che per natura normalmente attirerete”, non con l’idea che li volete commettere ma con la consapevolezza che essi si verificano, comprendetene il valore per apprendere da essi e dalle opportunità che comunque dagli errori derivano .Questo è un atteggiamento “adulto” che mi auguro si manifesti nelle vostre vite per le scelte che farete e per le strade della vita che percorrete».A sancire l’importante traguardo raggiunto arriva infine il momento corale del lancio in aria del tòcco; un momento liberatorio che ha raccolto in un abbraccio simbolico la comunità accademica.L’evento è stato accompagnato dal coro dell’Università di Siena, diretto dal Maestro professoressa Elisabetta Miraldi.










