Grosseto: peste suina africana, sindaci e presidenti Atc riuniti in Provincia per coordinarsi

La provincia di Grosseto non è oggi interessata dalla peste suina africana (PSA), ma l’alta vocazione zootecnica del territorio — con un numero elevato di allevamenti suini e una popolazione di cinghiali tra le più consistenti della Toscana — impone di farsi trovare pronti in caso di emergenza. È stato questo l’obiettivo dell’incontro che si è svolto questa mattina in Provincia di Grosseto, coordinato dal presidente Francesco Limatola, con la partecipazione di Giorgio Briganti, commissario straordinario regionale per l’emergenza legata alla PSA, dei sindaci del territorio e delle ATC locali.

“Il contrasto alla diffusione della PSA rappresenta una priorità assoluta per un territorio come il nostro -commenta Francesco Limatola, presidente della Provincia di Grosseto e presidente di Upi Toscana, l’Unione Province Italiane – che vanta una forte vocazione zootecnica e venatoria. Per questo, data la rilevanza e l’urgenza della tematica, abbiamo convocato un incontro con i sindaci e i presidenti degli Atc e il Commissario regionale, con l’obiettivo di prepararsi prima che si presenti una eventuale emergenza, intervenendo rapidamente e in maniera coordinata a tutela del comparto agrozootecnico, che rappresenta una parte importante dell’economia e dell’identità della Maremma. Ringrazio il Commissario Briganti, i Sindaci, gli ATC, il mondo venatorio e tutti i soggetti che hanno partecipato al confronto, oltre alla nostra Polizia Provinciale per il lavoro che svolge quotidianamente sul territorio. La prevenzione funziona soltanto se ciascuno fa la propria parte e se le istituzioni lavorano unite”.

“La prevenzione si costruisce insieme: condividere informazioni e definire l’importanza di alcune azioni riguardo la peste suina africana è fondamentale – ha sottolineato Briganti -. Grosseto non ha ancora casi di peste suina, ed è proprio per questo che va sostenuta la collaborazione con la Provincia e i Comuni fin da ora, prima che l’emergenza eventualmente arrivi. Solo un lavoro coordinato tra Regione, enti locali e mondo agricolo-venatorio può garantire una risposta rapida ed efficace”.

Tra le misure di contrasto alla PSA, la più rilevante riguarda il piano di depopolamento dei cinghiali in Maremma: le ordinanze ministeriali fissano l’obiettivo di un incremento del 150% degli abbattimenti rispetto alla scorsa stagione venatoria: è fondamentale la collaborazione del mondo venatorio. Accanto a questo, resta centrale il rafforzamento della biosicurezza negli allevamenti e la diffusione di comportamenti corretti tra chi frequenta i boschi. Cercatori di funghi, escursionisti a piedi o in bicicletta e chi pratica sport simili dovranno ricevere indicazioni chiare su semplici precauzioni, come la disinfezione di scarpe, pneumatici e di qualsiasi altro oggetto entrato a contatto con il terreno.

Sul fronte dei numeri, in Toscana si contano 643 casi di animali infetti individuati dal 1° gennaio a oggi, oltre a due allevamenti colpiti nella parte settentrionale della regione: uno a Comano (Massa Carrara) e uno a San Marcello Piteglio (Pistoia).