I “colloqui con Hitler” di Hermann Rauschning   nella nuova edizione di Tre Editori   

“Dobbiamo essere crudeli! Siamo barbari!” dice Adolf Hitler a Hermann Rauschning, membro del partito nazista e Presidente del senato della Città Libera di Danzica. Siamo all’inizio degli anni Trenta, e Rauschning, ebbe, per l’incarico ricoperto, numerosi incontri con Hitler annotandone negli allucinati monologhi, per poi, una volta rotto con il nazismo e riparato all’estero, riproporli in un libro famoso, pubblicato per la prima volta in Francia nel 1939, all’indomani dell’invasione della Polonia e dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale. In queste confidenze segrete, che hanno talora una forte impronta esoterica, il Fuhrer del Terzo Reich svela per la prima volta i suoi piani per la conquista del mondo.  Opera sconvolgente e profetica, ‘Colloqui con Hitler’ è il primo e più tremendo atto di accusa contro il nazismo, ma anche un tentativo di interpretazione del personaggio Hitler, leader demoniaco e visionario, che annuncia l’avvento dell’Anticristo e prefigura la tragedia della Germania e dell’Europa.  “Dobbiamo essere crudeli – afferma Hitler – dobbiamo riconquistare la tranquillità di coscienza di essere crudeli! Soltanto così potremo sradicare nel nostro popolo la mollezza di spirito, la sentimentalità filistea, l’indolenza e l’ebbrezza da osteria. Non abbiamo più tempo per i bei sentimenti. Dobbiamo costringere il nostro popolo alla grandezza, se deve assolvere la sua missione storica.”. E aggiunge, quasi con un grido davanti all’esterrefatto Rauschning: “Sì, siamo barbari! Vogliamo esserlo. Siamo noi che ringiovaniremo il mondo, questo mondo ormai giunto alla fine! E’ nostro compito creare disordini!”  . Nei ‘Colloqui’, ora riproposti in una nuova edizione (Tre Editori) rivista, ampliata e illustrata, possiamo leggere l’evolversi inarrestabile della scalata al potere di Hitler e dei suoi seguaci, nonché i prodromi di quello che avverrà da lì a pochi anni: una sanguinosa e catastrofica guerra mondiale, l’olocausto, l’eliminazione di milioni di cittadini sovietici, la distruzione della Germania, il suicidio nel bunker della Cancelleria. Tutte queste sciagure sono quasi prevedibili se si leggono con attenzione questi ‘Colloqui’, più che altro monologhi del dittatore, perché è evidente, non è nemmeno nascosta, la vocazione nichilista a un crepuscolo non tanto di dèi, ma di folli superuomini.