Montemignaio :il 6 aprile presentazione del libro di Luigi de Concilio che riporta 320 storie che i libri di storia sul paese non  raccontano

 “Montemignaio Racconta” è un libro in bianco e nero scritto a più mani da 113 autori più uno, con 320 racconti che ne ricordano l’infanzia, l’adolescenza, il duro lavoro e la vita stessa di quelle persone che ci hanno lasciato traccia del loro vissuto e che oggi sono uscite di scena per le inesorabili leggi della vita e che per troppo tempo sono state confinate nell’anonimato.Un libro che narra di una vita di sacrifici e di fatiche per chi doveva andare alla “macchia” o restare a lavorare nei campi; delle mamme delle nostre nonne che andavano a “servizio” a Firenze e si recavano a piedi da Montemignaio alla Consuma dove, una volta che si erano tolte le grosse scarpe da lavoro, calzavano quelle da città per prendere la Sita. Ringrazio Luigi De Concilio per questo bellissimo lavoro che rende omaggio a tante persone spesso dimenticate e a un luogo di montagna che resiste”. Con queste parole il Sindaco di Montemignaio Roberto Pertichini annuncia l’uscita del libro Montemignaio racconta e la sua presentazione il prossimo 6 aprile alle ore 17.00 presso la Sala Polivalente del Comune.

L’autore Luigi De Concilio commenta:Il libro è una memoria storica da consegnare alle nuove generazioni che altrimenti andrebbe perduta, dove in evidenza sono messi i sacrifici e la dignità con la quale hanno vissuto i nostri anziani nei momenti di povertà.L’aiuto reciproco nel bisogno, come la battitura del grano o per la “dicenda”. E poi c’era il tempo di Quaresima, con le processioni e le “Rogazioni” che venivano fatte nelle varie frazioni ed erano sempre partecipate da tutto il paese.“Montemignaio Racconta” permetterà di conoscere quei momenti spensierati di fanciullezza, l’essiccatoio che faceva frizzare gli occhi ed i furtarelli della frutta di stagione nei campi degli altri, perché la frutta degli altri, specie se rubata, era sempre più buona… E in quanti si ricordano del latte che veniva consegnato con il misurino dalla lattaia, perché era veramente di mucca? O delle donne che in famiglia, per il bucato, facevano il ranno e poi andavano a sciacquare i panni al fiume o alle vasche?”.

Il libro si divide in due parti, la prima è storica e narra le origini romane di Montemignaio, le strade e i ponti; parlerà dei Conti Guidi, del Castello, della Pieve, della Madonna delle Calle, degli antichi mulini… Ma il libro racconta anche delle varie frazioni che, per chi non ne conoscesse il numero, sono ben ventisei: Castello, Prato, Cerreto, Cozzo, Masso, Masso Rovinato, Campiano, Casodi, La Fonte, Pieve, Molino, Poggiolino, Forcanasso, Santo, Serraia, Valendaia. Treggiaia, Fornello, Cameronci, Liconia, Fossatello, Vignola, Assillo, Consuma, Brustichino e Secchieta e non sarà tralasciato di indicarne il motivo per il quale portano questo nome.

La seconda parte è riservata agli autori, con le loro storie che ci parlano anche di quei mestieri che non ci sono più come il tosino, il sensale, il norcino, il maniscalco, il ciabattino. Parlano inoltre della vita nei casali e nelle fattorie, dove c’erano tanti animali: pecore e capre, micce, maiali, polli, conigli e galline, perché quelle bestie erano il patrimonio di chi lavorava. Seguono i racconti della guerra, di quando la scuola iniziava il primo di ottobre e poi ancora ricordi, le feste, le filastrocche, aneddoti, episodi particolari e curiosi.