Paciano: azioni concrete e la volontà di collaborare insieme per il futuro dei Piccoli Comuni e delle aree interne, questi i temi trattati  in un incontro, organizzato da Anci Umbria insieme al Comune . Ai lavori ha partecipato anche l’assessore regionale Simona Meloni che ha annunciato una promozione diffusa dell’Umbria, “vediamo se con una legge regionale, ma sicuramente con una grande attenzione sotto il profilo delle risorse economiche “

Politiche abitative, lavoro, servizi e la necessità di arginare il fenomeno dello spopolamento: sono questi alcuni degli argomenti di cui si è discusso parlando de “Il ruolo dei Piccoli Comuni nelle strategie per il futuro delle aree interne”, l’iniziativa, organizzata da Anci Umbria e dal Comune di Paciano, che si è tenuta giovedì 18 settembre presso la sala Baldeschi del Comune di Paciano. Un tema molto caldo visto che 59 Comuni umbri – suddivisi in 5 zone – su 92 sono inseriti nelle aree interne. Molti stati gli amministratori presenti, tra gli intervenuti anche Simona Meloni, assessore regionale al Pnrr, alle politiche agricole e agroalimentari, alla montagna e alle aree interne, ai parchi e ai laghi, al turismo e allo sport, Cristian Betti, consigliere regionale, Massimiliano Presciutti, presidente della Provincia di Perugia e Sindaco di Gualdo Tadino. Tanti anche gli interventi spontanei, a dimostrazione dell’interesse del tema. L’incontro è stato aperto e moderato da Federico Gori, presidente di Anci Umbria, che ha sottolineato l’importanza di questo momento di confronto tra tutte le aree interne della Regione. “L’iniziativa – ha spiegato – nasce dall’esigenza di costruire un modello unitario e condiviso, individuando tematiche prioritarie che dovranno tradursi in azioni concrete per tutti i territori. Siamo consapevoli delle difficoltà che caratterizzano le aree interne, ma vogliamo affrontarle con lungimiranza, trasformandole in opportunità. Questo percorso rappresenta un’occasione di approfondimento serio, con uno sguardo positivo sulle sfide che ci attendono”. Gori ha rimarcato, inoltre, il ruolo di Anci Umbria e della Regione, sottolineando la disponibilità a farsi interpreti delle esigenze dei Comuni, a fornire supporto tecnico e a fungere da veicolo di informazione in questo importante cammino condiviso. “Con questo lavoro – ha concluso – vogliamo tracciare linee chiare, che vedranno i Comuni protagonisti dei prossimi passaggi”. “L’obiettivo di questo incontro – ha rimarcato Luca Dini, sindaco di Paciano, portando i saluti istituzionali – è quello di proporre idee il più concrete possibile. Questa iniziativa nasce con l’intento di valorizzare i piccoli Comuni dentro ad un contesto sempre più dinamico e difficile sotto tanti punti di vista. È importante fissare l’attenzione sui servizi e su tutte quelle attività che devono essere valorizzate per poter mantenere un presidio territoriale fondamentale”.“Parlare di piccoli comuni e strategie delle aree interne è centrale”, ha sottolineato anche Remiglio Venanzi, sindaco di Polino e coordinatore dei Piccoli Comuni di Anci Umbria. “Dobbiamo entrare nello specifico – ha proseguito – senza perdere tempo, così come detto dal sindaco Dini. Ognuno di noi è portatore di interessi comuni e individuali. È necessario capire gli assi strategici per ogni area, non basta portare un piccolo contributo. I nostri Comuni hanno bisogno di norme che agevolino e snelliscano le amministrazioni”. Intervenendo nel panel “Il ruolo dei piccoli Comuni nella generazione delle aree interne” , Alessandro Santoni, sindaco di San Benedetto Val di Sambro e Coordinatore Nazionale Anci Piccoli Comuni, ha dichiarato:  “Il lavoro che stiamo portando avanti come Anci è in linea con questo incontro: crediamo,  infatti, che rigenerare i piccoli Comuni significhi rigenerare l’intero Paese. Stiamo cercando di fare rete e girare i territori per portare la voce della Consulta nazionale ed ascoltare, con l’obiettivo di raccogliere idee e proposte che porteremo a casa e su cui ci lavoreremo. Un’altra cosa che ci ha fatto piacere è stata la lettera che ci hanno inviato i Vescovi italiani sulle aree interne, che è in linea con quanto sostenuto da Anci, soprattutto per il contrasto allo spopolamento, e con cui l’associazione dei Comuni collabora da tempo. Parliamo di politiche concrete, strutturali e condivise, per attrarre nuovi residenti, sostenere giovani, famiglie, lavoratori e turisti, rafforzare le attività economiche di prossimità, migliorare la qualità della vita di chi già vive nei piccoli comuni. Ne è un esempio anche il protocollo d’intesa tra Anci ed Inps, volto a ridurre il divario digitale, garantire accesso ai servizi essenziali anche nei territori più marginali e rafforzare la rete di welfare locale, permettendo ai Comuni di essere l’interfaccia diretta per i cittadini. Tutto questo è solo una piccola parte della nostra Agenda Controesodo, che presenteremo alla prossima Assemblea nazionale Anci, in programma a Bologna dal 12 al 14 novembre prossimi”. Subito dopo sono intervenuti i 5 rappresentanti delle aree interne dell’Umbria per parlare di “Le strategie territoriali in atto: il punto sulle aree interne in Umbria. Esperienze di governance locale nei territori delle aree interne umbre: criticità punti di forza e prospettive”. Tra loro il sindaco di Castiglione del Lago Matteo Burico avvertendo che “la speranza dei Piccoli Comuni è quella di aggregarsi, mettersi insieme e unire i servizi per essere città dell’Umbria”. Le conclusioni sono state fatte dall’assessore regionale Simona Meloni secondo cui “parlare di aree interne significa parlare del cuore verde della nostra regione. Questa iniziativa è stata davvero preziosa e per questo ringrazio Anci Umbria. Ha visto la presenza di tanti Comuni, della Provincia di Perugia, del supporto tecnico della Regione Umbria, dei coordinatori nazionali dei Piccoli Comuni di Anci, che hanno ricordato quanto sia importante, oggi più che mai, avere cura e investire risorse sulle nostre aree interne. L’Umbria è composta da 92 Comuni di cui 59 sono aree interne, sono piccoli Comuni che hanno bisogno di risorse economiche, di attenzioni, di fermare questo spopolamento incessante, che è un fenomeno nazionale ed europeo. Come Regione Umbria, abbiamo messo sul piatto 60 milioni di euro e siamo partiti investendoli in progetti specifici: già deliberati quelli nell’area della Valnerina e dell’Orvietano ed entro ottobre ci siamo prefissati di concludere il Trasimeno, la Media Valle e l’Eugubino-Gualdese. Questo è un piccolo passo, ma stiamo anche lavorando per generare una promozione diffusa dell’Umbria, vediamo se con una legge regionale, ma sicuramente con una grande attenzione sotto il profilo delle risorse economiche, anche in base a quanti fondi europei riusciamo a destinare a questi territori. Lavoreremo per tutelare la bellezza dell’Umbria, i paesaggi, la qualità della vita, le nostre economie locali e i nostri prodotti agroalimentari tipici. Tutto questo attraverso una rete che vuole rigenerare le nostre piccole comunità e far sì che ci sia la voglia di tornare, vivere ed attrarre nuova popolazione in Umbria. Il tema lo affronteremo con le politiche legate all’abitare e ai servizi alla persona, come quelli sociosanitari. Dobbiamo fare sì- ha concluso – che l’Umbria sia un territorio dove ci si viva a lungo e bene”.