Parte il 12 dicembre da Montepulciano il viaggio musicale e spirituale della XXIXª edizione del Toscana Gospel Festival  con Nathan Mitchell & the Voices of Inspiration  

La data è quella di venerdì 12 dicembre alle ore 21.15, il luogo la sala Ex Macelli di Montepulciano: è qui che si apre ufficialmente la XXIXª edizione del Toscana Gospel Festival, uno degli appuntamenti musicali più longevi e riconosciuti d’Italia; e lo fa con un concerto che promette di lasciare il segno. Sul palco Nathan Mitchell & The Voices of Inspiration, formazione della Florida capace di trasformare ogni esibizione in un vortice di energia, emozione e spiritualità contemporanea. Nathan Mitchell, compositore, produttore, tastierista e polistrumentista statunitense, è oggi considerato una delle voci più influenti della scena smooth jazz e soul moderna. Artista completo, dotato di un linguaggio musicale che unisce eleganza tecnica e profondità spirituale, Mitchell è noto nel panorama internazionale come un autentico “musical storyteller”: un narratore capace di accompagnare il pubblico in un viaggio emotivo che attraversa soul, funk, gospel e jazz. Nel suo percorso ha collaborato con alcune delle icone più famose del panorama musicale soul and gospel, e vanta un percorso ricco di riconoscimenti: tre nomination NAACP come “Outstanding Jazz Album”, una nomination ai GRAMMY come produttore e compositore, sette brani nella Top 30 di Billboard e due singoli arrivati alla posizione numero 1.Accanto a lui, The Voices of Inspiration, ensemble vocale straordinario per intensità e capacità espressiva. La XXIXª edizione del Toscana Gospel Festival porta con sé un significato speciale. L’intera rassegna è dedicata a Rosa Parks, a settant’anni dal suo gesto del 1° dicembre 1955 a Montgomery, Alabama. Quel gesto semplice e radicale — rifiutarsi di cedere il posto su un autobus a un passeggero bianco — divenne la scintilla di un cambiamento epocale, dando avvio al boicottaggio dei bus e diventando simbolo universale della lotta per i diritti civili. Ricordare Rosa Parks oggi, in un festival che celebra la tradizione afroamericana del gospel, significa illuminare il legame profondo tra musica, memoria e diritti. Significa riconoscere che il gospel non è solo canto: è resistenza, è comunità, è storia viva.