Radicofani ha ricordato Bettino Craxi a 25 anni dalla sua morte: ammirazione e dubbi sul suo lascito politico e storico
Di Stefano Magi
Stamattina il Teatro Costantini di Radicofani ha ospitato una commemorazione in occasione dei venticinque anni dalla morte di Bettino Craxi, organizzata dall’Archivio Riformisti Socialisti della Toscana. L’evento, coordinato da Gianni Bonini e Pieraldo Ciucchi, ha visto una partecipazione limitata, composta quasi esclusivamente da promotori e amici degli stessi. Del luogo presenti anche il Sindaco Francesco Fabbrizzi, che ha ricordato lo stretto legame tra Craxi, Radicofani e Ghino di Tacco, e il Consigliere comunale Walter Pascucci. “Bettino Craxi è stato e rimane un faro nel buio della politica, una speranza”, ha dichiarato Bonini, evidenziando l’importanza del leader socialista nella storia politica italiana e non solo. Tuttavia, come invece si preannunciava l’iniziativa, questa non ha portato nuovi spunti di riflessione sul ruolo storico e politico di Craxi. Evitando di approfondire e mettere in discussione aspetti più complessi come la stagione di Tangentopoli e l’esilio a Hammamet, dove morì il 19 gennaio del 2000. Gli organizzatori hanno ricordato che domani, anniversario della sua morte, si terrà un’importante commemorazione proprio nel piccolo cimitero di Hammamet, luogo simbolo della sua parabola politica e personale. A Radicofani l’evento si è concluso con una foto di gruppo, in cui i partecipanti hanno posato con garofani rossi in mano, simbolo del PSI. Gli organizzatori hanno ribadito l’impegno a rilanciare gli ideali socialisti lamentando la mancanza di una visione politica forte, lungimirante e condivisa nella società di oggi.Tra l’ammirazione degli organizzatori e il distacco del contesto attuale, il ricordo di Craxi rimane senza dubbio una questione aperta: una figura che divide, ma che davvero può continuare a suscitare riflessioni di molti sul passato e sul presente?










