Radicofani: la Fortezza è chiusa dal primo febbraio a causa di un cedimento all’arco d’ingresso alla rocca e lavori ancora in attesa; preoccupazione dei gestori
Di Stefano Magi
Da domenica primo febbraio la Fortezza di Radicofani risulta chiusa al pubblico. Alla data di oggi non risultano comunicazioni del Comune di Radicofani – proprietario del sito – sulle cause della chiusura né sui tempi di riapertura.
Secondo le prime informazioni circolate in ambito locale la chiusura sarebbe stata ricondotta al crollo di alcune mura. In base a quanto emerso successivamente, invece, il cedimento avrebbe interessato l’arco principale di accesso alla rocca, che da anni risultava sorretto da sostegni provvisori installati in attesa di interventi definitivi non ancora eseguiti.
Negli anni precedenti al crollo più volte è stata sollecitata la necessità di lavori sull’arco e sui sostegni “provvisori”, anche da parte dell’attuale gestione del sito e dai cittadini. Anche il Comune di Radicofani, come si legge nella risposta a un’interrogazione del 2023, si è soffermato sulla provvisorietà del ponteggio in attesa dei lavori di consolidamento ritenendo inoltre, successivamente, non necessaria la relazione tecnica redatta da un professionista esterno per attestare ulteriormente le condizioni della struttura. A distanza di cinque anni dall’installazione del ponteggio, avvenuta nel luglio 2021, non risulta effettuato alcun intervento.
Attualmente l’area interessata dal cedimento è stata delimitata e l’accesso alla rocca interdetto, con conseguente chiusura dell’intero sito. E non risultano comunicazioni del Comune di Radicofani sull’avvio imminente di lavori di messa in sicurezza o ripristino. La situazione preoccupa i gestori a cui, anche in questo periodo, impedisce la regolare apertura nel fine settimana e nei giorni festivi.
In parallelo resta aperta la questione dei finanziamenti PNRR destinati a lavori di restauro e ripristino in alcune aree dell’intero sito della Fortezza, per un importo di oltre un milione di euro. In un’intervista di circa un anno fa a questo giornale, datata 22 marzo 2025, il sindaco Francesco Fabbrizzi assicurava che i lavori sarebbero stati ultimati entro giugno 2026. Oggi, di quei lavori elencati in quell’intervista – “la sistemazione delle parti pericolanti delle mura, nuovi parapetti, il miglioramento degli accessi, la realizzazione di un orto botanico, la creazione del Museo Multimediale della Torre” – sarebbero stati realizzati solo l’orto botanico e una parte dell’illuminazione, quest’ultima costata 40.000 euro. I lavori mancanti risultano non avviati e non sarebbe stato reso noto pubblicamente, alla cittadinanza, neppure un progetto esecutivo.










