Sarteano: da ‘cacciatore bianco’ ad artista amante e rispettoso dell’Africa, l’evoluzione del livornese Armando Tanzini che da decenni vive in Kenia, a Malindi, raccontata in un docu-film dalla regista Mimma Nocelli e proiettato al teatro degli Arrischianti

Di Leonardo Mattioli

Arrivato in Africa decenni fa come ‘cacciatore bianco’, dopo aver vissuto a Roma, Parigi, Firenze, Londra e Stati Uniti, il toscano di Livorno Armando Tanzini si è trasformato in un artista rispettoso e amante del ‘continente nero’ , più che apprezzato a livello internazionale. Vive a Malindi, di fronte al mare, dove la sua abitazione è anche  un incredibile laboratorio d’arte pieno delle sue opere fatte di sughero,di cuoio, di metallo, di legno, di terra. Un laboratorio che è anche una scuola dove giovani artisti collaborano alla realizzazione delle opere di questo pitto-scultore che negli anni passati in Africa ha imparato ad amarla e a fare di tutto per salvaguardarla nella sua essenza intima. Una terra, non si stanca mai ripeterlo, da dove veniamo tutti noi discendenti dell’homo sapiens. Ebbene la figura di questo artista incredibile è stata oggetto di un interessante esperimento fatto dalla regista televisiva Mimma Nocelli (da anni anche lei frequentatrice del Kenia): quello di  realizzare un docu-film sull’artista solo con il suo cellulare, comprese tutte le fasi di montaggio e di mixer. E l’esperimento è riuscito molto bene. Infatti ieri sera al teatro comunale degli Arrischianti di Sarteano messo a disposizione dal sindaco Francesco Landi (presente alla manifestazione insieme alla vicesindaca Flavia Rossi) il docu-film , dopo una simpatica presentazione di Livia Azzariti e Sabina Ciuffini, è stato proiettato di fronte a una sala piena ( un ‘pienone’ del genere non si registrava da tempo)  molto attenta e interessata alle immagini che scorrevano .  Una platea molto ‘cetonese’ e molto ‘sancascianese’ per la verità,  che alla fine ha tributato all’opera ‘nocelliana’ un lungo applauso che è stato fatto sentire, tramite collegamento con il cellulare di Mimma, direttamente all’artista Tanzini rimasto a casa in Kenia. Un docu-film arricchito  con splendide immagini del Kenia catturate dalla regista nel paese africano e  inserite in maniera splendida e ‘poetica’. Non esageriamo se definiamo la stessa Mimma Nocelli una vera ‘artista’ della macchina da ripresa. L’unico appunto, se così si può definire, la lunghezza del docu-film. Ma forse era necessaria per far emergere bene la figura di questo pittore e scultore che si è formato sulla storia dell’arte etrusca, che ha conosciuto e frequentato in America anche Andy Warhol, Sebastian Matta e Larry Rivers e che ha saputo coniugare l’elemento occidentale con quello esotico e tribale. Ma l’aspetto forse più interessante che emerge dall’opera di Mimma è l’evoluzione di questo artista che da ‘cacciatore bianco’ si è trasformato in un accanito difensore del continente africano per la cui salvaguardia ha creato la fondazione “Do Not Forget Africa” per la quale, nel giugno 2000 gli è stato conferito il Premio UNESCO.  Numerose sono state le mostre personali di Tanzini in Italia e all’estero; particolarmente significativa è stata la sua partecipazione alla 50°Biennale internazionale d’arte di Venezia, nel 2003, dove ha rappresentato il Padiglione del Kenya. In conclusione: nuovo successo della romana Mimma Nocelli, dopo quello legato alla presentazione del suo apprezzato libro autobiografico avvenuto qualche mese fa a Cetona dove è tornata ad abitare a distanza di qualche anno passato prima a San Casciano dei Bagni e poi a Città della Pieve. Luoghi dove ha lasciato il suo segno positivo per le iniziative culturali avviate.