Siena-: accoglienza e territorio: Costa (segr. prov.Lega), “il grave rischio di un sistema sbilanciato nel capoluogo senese ed in provincia. Necessario creare dei CPR che permettano di rimpatriare gli immigrati clandestini, in sostituzione dei CAS creati dalla sinistra per una ipotetica integrazione”

da Giovanni Costa segretario provinciale della Lega Siena riceviamo e pubblichiamo

“La gestione dell’accoglienza dei migranti sta diventando un tema centrale nel dibattito pubblico, sollevando interrogativi cruciali sulla tenuta del tessuto sociale locale. Se il modello di distribuzione dovesse perdere il suo equilibrio territoriale, non solo la città di Siena, ma l’intera provincia potrebbe trovarsi di fronte a una sfida logistica e sociale senza precedenti. Il rischio concreto è quello di una concentrazione eccessiva di strutture in aree urbane già densamente popolate o “sature”. Immaginare uno scenario in cui singoli quartieri del capoluogo senese, o specifiche realtà della provincia ospitino una quota sproporzionata di centri di assistenza, significa prevedere una pressione insostenibile sui servizi locali. In questo contesto, la sostenibilità dei servizi di quartiere verrebbe messa a dura prova: Un sovraccarico che graverebbe sulle infrastrutture di collegamento, oltre che maggiori difficoltà nella gestione degli spazi comuni e del decoro urbano. Un’elevata densità di ospiti in un raggio ristretto rischierebbe di generare una situazione di insicurezza, indipendentemente dai dati reali, alterando profondamente il rapporto tra residenti e territorio. Se l’accoglienza non è omogenea, il pericolo è la trasformazione di intere aree residenziali in “poli dedicati all’assistenza”, rendendo l’integrazione un obiettivo puramente teorico e di fatto impraticabile. L’analisi suggerisce che, per tutelare la collettività, occorrerebbe muoversi verso una gestione più equilibrata e rigorosa. Un punto cardine riguarda la gestione di chi non ha diritto a restare sul territorio: in assenza di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) in Toscana, la gestione degli irregolari rimane un problema aperto anche per le comunità locali della nostra provincia. Come da programma della Lega, si evidenzia, dunque, la necessità di creare, appunto, dei CPR, che permettano di rimpatriare gli immigrati clandestini, in sostituzione dei CAS creati dalla Sinistra per una ipotetica integrazione, di fatto mai realizzata anche per la mancata volontà dei migranti stessi. In conclusione, l’ipotesi avanzata è che solo attraverso strumenti di controllo e rimpatrio certi si possa garantire la sostenibilità dell’intero sistema. Se non verranno valutate soluzioni alternative che evitino l’affollamento in zone già “stressate”, la stabilità sociale del progetto di accoglienza a Siena e provincia potrebbe vacillare, portando a una polarizzazione sempre più netta tra le diverse aree del territorio. Solo una gestione oculata può, infatti, evitare che l’accoglienza diventi un peso insostenibile per i cittadini.”