Sinalunga:la consigliera comunale di opposizione Rappuoli spiega perché in consiglio comunale, ha votato contro il piano Strutturale che a Bettolle prevede di urbanizzare alcuni ettari di terreni agricoli ricadenti nel reticolo della bonifica leopoldina.” Ho votato no – ha detto- Non per trame e strategie politiche ma per amore verso la propria terra, per la propria identità”

dalla consigliera comunale di opposizione di Sinalunga Angelina Rappuoli riceviamo e pubblichiamo

“ Il voto sul piano strutturale passato in consiglio comunale è importantissimo perché rappresenta molte cose. Innanzitutto ci mette di fronte alla verità: il polo logistico si farà. Il ridimensionamento delle iniziali previsioni altro non è che la prima pietra che sarà posta su un suolo vergine di cemento. Un primo passo oltre il confine che un tempo era stato posto dalla natura che aveva reso inaccessibili e inutilizzabili i terreni acquitrinosi e paludosi della Valdichiana. Poi venne la bonifica che rappresentò la massima espressione di ingegnosità dell’uomo del suo tempo. Un orgoglio non solo per la Toscana ma per l’umanità intera, perché l’uomo era riuscito a sovvertire l’ordine della natura tracciando solchi, facendo drenaggi, costruendo canali e prese. Ponendo a dimora le giuste piante. L’uomo era riuscito a ottenere terreni fertili per la coltivazione in un’epoca in cui l’economia era agricola ed il terreno rappresentava una risorsa indispensabile per la sopravvivenza. Dalla bonifica nasce la Valdichiana che conosciamo, che apprezziamo per la bellezza e la particolarità del suo paesaggio. A cui siamo affezionati. Per questo quando si parlò di piano strutturale per la prima volta nacque a Bettolle il comitato contrario a ciò che stiamo votando questa sera. Non per trame e strategie politiche ma per amore verso la propria terra, per la propria identità. Un’amore che nell’ultimo decennio ha portato ad avere norme e piani paesaggistici regionali di tutela del territorio. Ad esempio la legge regionale 65/2014 di governo del territorio. Il DCR n. 37 del 2015 dove i poderi della fila sono riconosciuti come “strutture insediative storiche del paesaggio agrario”, facendo essi parte dei morfotipi dell’edilizia rurale storica della Valdichiana. Ad esempio il progetto di Paesaggio delle Leopoldine in Val di Chiana” del 2020 che include esplicitamente i poderi della fila stabilendo indirizzi vincolanti per: ristrutturazioni, cambi di destinazione d’uso, ampliamenti, demolizioni (di fatto fortemente limitate). Ma tutta questa produzione normativa, frutto di ingegno politico ispirato dal sentimento, nulla vale al cospetto di questo piano strutturale che prevede per Sinalunga un insediamento industriale, cemento, asfalto, urbanizzazione di terreni oggi agricoli a Bettolle, in prossimità e nel campo visivo delle Leopoldine. Quando si parla di colare cemento su terreni oggi agricoli è da manuale civico parlare di speculazione. E il consiglio comunale di Sinalunga questo ha votato. Ha scelto la speculazione, si è espresso con un  “si lo voglio”, sposando un piano che prevede anche l’insediamento di un polo logistico, piccolo o grande che sia, nel nostro paese, su terreni rurali. Siamo stati chiamati a scegliere tra le ragioni del cuore e quelle del portafogli e scegliere il polo significa scegliere di avere un matrimonio di interessi non di amore con la nostra terra. Alla fine le questioni urbanistiche disvelano il vero volto della politica. Altro che cultura wok, sensibilità ambientali, aperture sociali, progressismo, riformismo. A Sinalunga sul piano strutturale è stata votata la tasca di qualcuno contro il sentimento di tutti perché, cari consiglieri di maggioranza diciamoci la verità, quanti in cuore vostro volete veramente questo polo logistico ? La propaganda del vostro gruppo dirigente oggi vi convince che fate bene a votare si. Sa che per voi è difficile e vi sta vicini, vi convince che avete fatto bene a votare a favore, ma verrà il giorno in cui dismetterete l’impegno politico e vi troverete soli con la vostra coscienza, la vostra verità individuale e allora vi sarà chiaro di aver contribuito per l’interesse di pochi a votare contro l’amore di una comunità per la propria terra. Potrei continuare ancora, il mio sentimento è turbato da questa vicenda perché l’avete gestita con tutta la presunzione che siete capaci di esprimere quando vi ritrovate raggruppati sotto l’ombrello del vostro partito politico, il Pd che in modo omertoso asseconda e protegge ogni cosa che fate, anche la più sbagliata. Come questa di urbanizzare pezzi di terreni agricoli della bonifica. Il mio voto sul tema a quest’ordine del giorno è stato no, e ringrazio Dio e la Democrazia di avermi conservato e concesso la libertà di averlo potuto esprimere a voce alta e con convinzione. Il mio è un no pieno di orgoglio e amore per la Valdichiana”.