Sindaci dei comuni geotermici: “no all’aumento del costo del vapore, la geotermia deve continuare a creare sviluppo per i territori”. I sindaci chiedono  inoltre, con una lettera al Presidente Giani, alla Regione Toscana l’apertura di” un confronto urgente e la valutazione di ogni possibile iniziativa normativa e legislativa finalizzata a tutelare i territori geotermici” e “all’ Enel Green Power di riconsiderare questa scelta”

I Sindaci di 7 Comuni geotermici della Toscana esprimono, in un comunicato congiunto, “ forte preoccupazione e netta contrarietà rispetto agli aumenti del costo del vapore applicati da Enel Green Power alle imprese e alle attività produttive che utilizzano direttamente la risorsa geotermica. La geotermia rappresenta da oltre un secolo una ricchezza straordinaria per la Toscana e per le nostre comunità. Non è soltanto una fonte energetica rinnovabile strategica per il sistema energetico regionale e nazionale, ma è anche – ricorda la nota – uno strumento fondamentale di sviluppo economico, occupazione, innovazione e presidio delle aree interne. Per questo riteniamo che ogni scelta che rischi di compromettere la competitività delle imprese geotermiche debba essere attentamente valutata e condivisa con i territori.

Molte aziende, attività agricole, artigianali e produttive hanno investito negli anni confidando nella disponibilità di una risorsa locale che avrebbe dovuto rappresentare un vantaggio competitivo per le aree geotermiche. Oggi, invece, assistiamo a una dinamica che rischia di produrre l’effetto opposto, mettendo in discussione investimenti, posti di lavoro e prospettive di crescita.

Siamo consapevoli delle esigenze industriali e delle dinamiche economiche che interessano Enel Green Power, ma – aggiungono i 7 sindaci -lo sviluppo dei territori geotermici non può essere determinato esclusivamente dalle logiche di bilancio di una singola azienda. La geotermia è una risorsa che appartiene alla storia, all’identità e al futuro delle nostre comunità e il suo sfruttamento deve continuare a garantire un equilibrio tra sostenibilità industriale e benefici concreti per i territori che da decenni convivono con gli impianti e contribuiscono al successo del distretto geotermico toscano.  Particolare preoccupazione desta inoltre la situazione dei sistemi di teleriscaldamento geotermico e delle piccole e medie imprese che utilizzano il calore geotermico nei propri processi produttivi.

Nell’anno 2025 Enel Green Power ha rivendicato – ricorda la nota – un aumento del prezzo del vapore idoneo pari al 117%, determinando per alcuni territori una situazione di estrema criticità e mettendo a rischio la sostenibilità economica di diversi sistemi di teleriscaldamento. Una condizione resa ancora più problematica dal fatto che molti impianti non risultano serviti in misura sufficiente da vapore non idoneo fornito dalla stessa Enel Green Power e sono quindi costretti a ricorrere a quote significative di vapore idoneo. Non riteniamo accettabile che il costo del vapore possa essere soggetto a variazioni annuali strettamente collegate all’andamento del PUN (Prezzo Unico Nazionale dell’energia elettrica), trasferendo sui territori una volatilità che poco ha a che fare con i costi effettivi di una risorsa locale e rinnovabile. Per alcuni Comuni geotermici questa situazione non rappresenta un semplice aumento dei costi, ma produce – avvertono i sindaci -effetti potenzialmente deflagranti sui bilanci dei gestori dei teleriscaldamenti, sulle famiglie, sulle imprese e più in generale sulla tenuta di un modello energetico che per decenni è stato presentato come uno dei principali benefici derivanti dalla presenza della geotermia.

La geotermia deve continuare a rappresentare un vantaggio competitivo per chi vive, lavora e investe nelle aree geotermiche. Non è pensabile che famiglie, imprese e sistemi di teleriscaldamento siano esposti a continui aumenti che finiscono per indebolire il tessuto economico e sociale dei nostri territori. Per queste ragioni i Sindaci dei Comuni geotermici chiedono alla Regione Toscana l’apertura di un confronto urgente e la valutazione di ogni possibile iniziativa normativa e legislativa finalizzata a tutelare i territori geotermici. In particolare chiediamo di verificare la possibilità di introdurre strumenti che consentano di definire criteri certi, trasparenti e sostenibili per la determinazione del prezzo del vapore destinato ai teleriscaldamenti civili e alle piccole e medie imprese, evitando che tali costi siano determinati esclusivamente dalle oscillazioni del mercato energetico nazionale e garantendo condizioni compatibili con le esigenze di sviluppo delle comunità locali. Chiediamo inoltre ad Enel Green Power di riconsiderare questa scelta e di aprire un confronto concreto con le amministrazioni locali, le categorie economiche e le imprese interessate”. Nel comunicato i 7 sindaci chiedono  pertanto che la” geotermia torni ad essere considerata una leva di sviluppo territoriale e non esclusivamente una componente del bilancio industriale di Enel Green Power. Le comunità geotermiche hanno contribuito per oltre un secolo alla produzione di energia rinnovabile per il Paese e meritano di continuare a beneficiare di condizioni energetiche sostenibili e competitive.La sfida non è soltanto difendere il presente, ma costruire il futuro delle aree geotermiche. Se la geotermia deve continuare a essere un modello di transizione energetica e sostenibilità, deve garantire benefici tangibili alle comunità che da oltre cento anni contribuiscono alla produzione di energia rinnovabile per l’intero Paese”.

Il comunicato congiunto è stato sottoscritto dai sindaci di Monterotondo Marittimo , Montieri , Chiusdino , Castelnuovo di Val di Cecina, Pomarance, Radicondoli e  Monteverdi Marittimo.