Toscana : attività forestale: interpellanza on. Cenni (Pd), “il Governo si attivi per equilibrio con procedure veloci “. Per l’on. Luca Sani (Pd) “il taglio ceduo, in particolare dei castagni ma anche di altre tipologie di alberi, è un atto necessario per preservare la pianta: senza di quello non ci sarebbero nemmeno i boschi che abbiamo oggi”.

C’è grande preoccupazione tra gli addetti ai lavori per il parere reso dal Consiglio di Stato a giugno (ma sottoscritto dal P residente della Repubblica il 1 ottobre scorso) che ha stabilito l’obbligo di autorizzazione preventiva, da parte delle Soprintendenze, per il taglio dei boschi sottoposti a vincolo paesaggistico.Tale parere, infatti, sancisce la necessità di richiedere la preventiva autorizzazione paesaggistica per tutti gli interventi che rientrano nell’ambito del taglio colturale, forestazione, riforestazione, opere di bonifica, opere antincendio ed opere di conservazione delle aree boschive. È evidente che, nelle aree vincolate, l’impatto rischia di essere molto pesante sia in termini di complessità delle procedure autorizzative (con un adempimento burocratico in più che si aggiunge a quelli già esistenti), sia in termini di costi e tempi.Proprio per questo motivo gli effetti del parere stanno generando criticità in tutta Italia, e in particolare in Toscana, in molte imprese e cooperative che operano nel settore. È bene ricordare, a tal proposito, che gli interventi nelle aree boschive non sono soltanto attività economiche per tutti gli addetti che vi operano, ma rappresentano anche una componente fondamentale per la corretta manutenzione di boschi e foreste, spesso necessaria per contrastare il dissesto idrogeologico e prevenire gli incendi. Raccogliendo, dunque, l’allarme lanciato nei giorni scorsi dall’Associazione per lo sviluppo economico del Monte Amiata, dalle attività forestali di Monticiano, dai Consorzi di Bonifica e da molte altre realtà del territorio non solo toscano, l’on. Susanna Cenni del Pd ha presentato  una interpellanza urgente al governo affinché ministeri competenti e Regioni si impegnino per individuare un iter e una soluzione condivisa e rapida. L’obiettivo comune deve essere, ovviamente, quello di garantire la tutela del paesaggio ma, al contempo, sostenere l’attività forestale – spesso indispensabile per la difesa idrogeologica del territorio – mettendola in condizione di operare con modalità, protocolli e tempi adeguati. Anche per l’on. Luca Sani del Pd “il taglio ceduo degli alberi non può essere impedito dalle Soprintendenze per i beni culturali. Si tratta di una attività necessaria per la corretta manutenzione dei boschi e che, in molti territori Toscani ed in particolare del Monte Amiata, ha premesso da sempre la salvaguardia del patrimonio ambientale, il contrasto al dissesto idrogeologico, rappresentando ancora oggi un settore economico ed occupazionale irrinunciabile per l’economia locale. La sentenza va applicata con buonsenso, il rischio è infatti accomunare la manutenzione dei boschi agli abusi edilizi. Il taglio ceduo, in particolare dei castagni ma anche di altre tipologie di alberi, è un atto necessario per preservare la pianta: senza di quello non ci sarebbero nemmeno i boschi che abbiamo oggi. La situazione economica ed occupazionale è già difficile a causa del Covid e paradossalmente l’attività di selvicoltura è tra quelle che, per logistica e peculiarità, permette ad oggi di poter lavorare all’aria aperta ed in relativa sicurezza. Qualora il governo non risolvesse tempestivamente il problema proporrò un emendamento inerente alla Legge di Bilancio”: