Toscana : elezioni regionali; capolista del  M5s nel collegio senese Bonella Martinozzi, “il Reddito di cittadinanza e il salario minimo sono i pilastri di una società moderna proiettata nel futuro dove tutti dovrebbe avere almeno il minimo per sopravvivere in maniera dignitosa.”

Di Fabrizio Camastra

In vista delle elezioni regionali della Toscana del 12 e 13 ottobre abbiamo intervistato  Bonella Martinozzi che è coordinatrice provinciale di Siena del M5S. Vive a Chiusi dove è stata consigliera comunale distintasi soprattutto  per le sue battaglie ambientaliste. Alle prossime regionali è candidata capolista dei pentastellati in ‘Campo largo’.

D.Per prima cosa un giudizio sull’accordo programmatico con il Pd in Toscana. I 23 punti mi sembrano tendere in vostro favore. C’è molto delle vostre politiche.

R.“I 23 punti sono il risultato dei tavoli di lavoro che il M5S ha elaborato e condiviso con gli iscritti, tutti temi che abbiamo portato avanti negli anni stando in opposizione. Per noi è una grande opportunità per continuare a dare forza alle nostre idee. Ci tengo a sottolineare che il Movimento è stata l’unica forza politica a fare un accordo scritto con il Presidente Giani. Non abbiamo quindi aderito ad un programma già confezionato, al contrario siamo parte attiva del progetto, vogliamo una Regione ancora più vicina alle istanze della popolazione”.

D.Il reddito di cittadinanza regionale fa storcere molto il naso agli imprenditori secondo lei perché?

R.“Ora più che mai il sostegno alle persone con un reddito che non supera la soglia di povertà è un atto di civiltà. Il Rapporto Caritas documenta l’aumento quantitativo della domanda di aiuto (+3,9% rispetto al 2023) e l’inevitabile trasformazione qualitativa delle povertà: pensionati con redditi insufficienti, lavoratori poveri, famiglie con figli minori, giovani senza prospettive, migranti disorientati, anziani soli. Tutto questo non può non interessare la politica e i nostri governanti siano essi nazionali o regionali. Il lavoro sempre più precario ha messo in crisi una grande fetta di popolazione. Gli imprenditori dovrebbero sapere, come insegnava Olivetti uno dei più grandi imprenditori del passato, che riconoscere  il benessere dei lavoratori è il  cardine essenziale per la prosperità aziendale. Il Reddito di cittadinanza e il salario minimo sono i pilastri di una società moderna proiettata nel futuro dove tutti dovrebbe avere almeno il minimo per sopravvivere in maniera dignitosa.”

D.Un tema molto importante tra i 23 punti che riguarda il nostro territorio è la questione dell’ Alta Velocità.

R.“Giani ha sottoscritto un accordo per la valorizzazione della stazione di Chiusi- Chianciano Terme e di quella di  Arezzo. Stazioni già disponibili e a norma per le fermate dei treni AV, fermate strutturali durante tutto l’anno.”

D.Salario minimo e reddito di cittadinanza potrebbero equivalersi mettendo sullo stesso piano chi lavora e chi no.?

R.“Non è così, il Reddito di cittadinanza serve soprattutto ai lavoratori poveri, alle persone che per età, malattia o momentanea mancanza di lavoro non hanno come sostenersi.”

D.Durante il periodo di erogazione del reddito di cittadinanza gli imprenditori lamentavano difficoltà a reperire personale e conseguentemente una diminuzione della crescita. Sbagliano gli imprenditori? O era fatto male il reddito di cittadinanza?

R.“Gli imprenditori che si lamentavano di non trovare personale erano una minima parte e da ciò che si sente, da questa sparuta minoranza, ancora oggi non ne trovano. Forse dovrebbero essere loro a farsi qualche domanda .La vicenda della ministra che sparò parole vergognose in TV contro un imprenditore in crisi ne è la riprova.”

D.Mi pare di capire che lei non guarda male al mondo delle imprese.

R“La maggioranza degli imprenditori sono persone che portano avanti il loro lavoro in maniera coscienziosa.”