Toscana : il Consiglio regionale dice no ai CPR. Approvata dalla maggioranza una mozione presentata da Avs che ribadisce la contrarietà all’ipotesi di un Cpr ad Aulla così come su tutto il territorio regionale
Approvata dalla maggioranza del consiglio regionale della Toscana una mozione presentata da Avs che ribadisce la contrarietà all’ipotesi di un CPR ad Aulla così come si tutto il territorio regionale. “I CPR sono strutture inefficaci, costose e contrarie ai diritti fondamentali delle persone. Per queste ragioni abbiamo ribadito con fermezza in Aula la nostra contrarietà”. Così la consigliera regionale del Partito Democratico Serena Spinelli, intervenuta oggi in aula durante la discussione della mozione. “È importante – prosegue Spinelli – fare chiarezza su cosa siano davvero i CPR. Non sono luoghi dove vengono trattenuti soggetti pericolosi o autori di reati. Nei CPR finiscono persone prive di un titolo di soggiorno valido, trattenute per una condizione di irregolarità amministrativa. Il trattenimento non è una pena, non segue una condanna penale ed è disposto da un’autorità amministrativa. Associare automaticamente queste strutture alla criminalità è quindi fuorviante e strumentale”. “La realtà – aggiunge la consigliera – è che nei CPR le persone subiscono una vera e propria e detenzione. Organismi nazionali e internazionali hanno documentato condizioni degradanti, gravi carenze sanitarie e violazioni dei diritti umani”. Spinelli ricorda anche l’inefficacia del sistema: “I dati dimostrano che i CPR non raggiungono neppure l’obiettivo dichiarato dei rimpatri: solo circa il 10% delle persone con provvedimento di espulsione viene effettivamente rimpatriato attraverso questi centri. Tutto questo con costi molto elevati per lo Stato: nel giro di due anni sono stati spesi 39 milioni di euro, quasi 29mila a persona all’anno”. “La Toscana – conclude Spinelli – ha costruito negli anni un modello di accoglienza diffusa, oggi fortemente limitato proprio dalle scelte sbagliate del Governo, basato sull’integrazione e sulla tutela dei diritti. Realizzare un CPR nella nostra regione sarebbe un passo indietro che non migliorerebbe né la sicurezza né la gestione dei fenomeni migratori. In tal senso, è da accogliere con favore anche l’appello contro l’apertura di CPR lanciato oggi da numerose associazioni e organizzazioni toscane”.
Anche secondo il consigliere regionale del Pd Gianni Lorenzetti “con l’approvazione delle mozioni discusse oggi in Consiglio regionale abbiamo ribadito una posizione chiara: siamo contrari all’ipotesi di realizzare un CPR ad Aulla e all’ipotesi di un hotspot a Collesalvetti. Due scelte che consideriamo nettamente sbagliate e che si inseriscono in una visione dell’immigrazione fondata su logiche emergenziali, centralizzate e prive di una reale capacità di affrontare il fenomeno migratorio in modo umano ed efficace”.










