Toscana :Intelligenza Collettiva ; le cooperative di comunità fanno rete per generare sinergie nelle aree marginali . Oggi le cooperative di comunità attive in Toscana sono poco meno di 40, svolgono le attività economiche più disparate, dalla ristorazione alla manifattura e sostengono quasi 400 posti di lavoro. Gli appuntamenti a Pienza, San Casciano dei Bagni e Montelarerone
Creare legami tra le cooperative di comunità per far nascere una rete coesa e generare sinergie tra le aree marginali della Toscana da Stazzema a Monticchiello, da San Casciano dei Bagni a Montelarerone. Si chiama Intelligenza Collettiva ed è il progetto promosso dalla rete Borghi Futuri al via dal 18 maggio da Levigliani, nato per far dialogare tra loro le cooperative di comunità di tutta la Toscana, realtà economiche che operano su aree montane e marginali e che riescono a portare sviluppo economico e sociale laddove altrimenti il mercato non riuscirebbe ad arrivare. Queste cooperative, sparse dalla Lunigiana alla Maremma, finora hanno rappresentato singoli casi di successo, ma da oggi avranno la possibilità di unirsi per dare vita ad un vero e proprio movimento che possa ispirare nuovi progetti e rafforzare le esperienze già esistenti. Oggi nelle aree interne e rurali della Toscana vivono più di un milione di persone, e si tratta della quota di popolazione più esposta alle disuguaglianze e più lontana dai servizi. Questi luoghi negli ultimi 50 anni hanno perso innanzitutto la spinta economica e di conseguenza la vitalità culturale e la coesione sociale. Sviluppare in modo sistematico la cooperazione di comunità significa dare una prospettiva concreta ad un terzo della popolazione e due terzi del territorio della nostra regione.Oggi le cooperative di comunità attive in Toscana sono poco meno di 40, svolgono le attività economiche più disparate, dalla ristorazione alla manifattura e sostengono quasi 400 posti di lavoro; le più dinamiche sono riuscite a rivitalizzare radicalmente i paesi dove hanno sede e dare un futuro sostenibile anche e soprattutto agli abitanti più giovani. “La scienza economica ci dice inequivocabilmente che sopravvivono nel mediolungo termine soltanto le imprese capaci di imparare e innovare attraverso lo scambio e la condivisione con altri soggetti. Quando guardiamo le cooperative di comunità ed in generale tutti gli operatori economici delle aree interne e marginali ci rendiamo conto che, ancora più delle infrastrutture e dei servizi, quello che manca è una rete di relazioni con l’esterno che permetta di conoscere ciò che succede altrove – afferma Emiliano Babboni, Presidente della rete delle coop. di comunità della Toscana, oltre che Presidente della storica coop. di comunità di Levigliani, sulle Alpi Apuane, e continua – abbiamo bisogno di conoscerci, di imparare gli uni dagli altri, di sfruttare l’esperienza maturata altrove per non dover passare tutti attraverso gli stessi errori, insomma, generare economie di apprendimento che per altre tipologie di imprese sono la pura normalità. Le coop. di comunità sono uno strumento formidabile per lo sviluppo delle aree interne, ma ancora oggi è molto difficile che vengano costituite perché chi si avventura lungo questo percorso deve partire da zero, senza poter beneficiare dell’esperienza altrui ed è costretto a procedere a tentoni. Ecco, questo progetto vuole dare una risposta epocale a questo problema”. Intelligenza Collettiva è un progetto che parte dalla primavera 2024 con il proposito di continuare nel tempo; si tratta di un calendario di incontri in cui le cooperative di comunità della Toscana si aprono alla visita da parte di altri cooperatori o di potenziali cooperatori per condividere i loro metodi di lavoro, le loro idee e la loro storia. Non si tratta di semplici visite turistiche, ma di giornate alla scoperta di come funziona la cooperativa dietro le quinte, guidati da chi in cooperativa lavora, con la possibilità di ottenere approfondimenti e risposte dirette a domande tecniche.
Tra gli eventi in programma:
23 Giugno a Monticchiello (Pienza, SI). Coop. Teatro Povero di Monticchiello
CdC storica, attiva dagli anni ‘80, dapprima per la gestione di un evento culturale unico al mondo e successivamente ampliando il novero delle attività svolte con l’animazione del territorio e dei servizi turistici. La coop. offre una interessante prospettiva di valorizzazione economica del patrimonio turistico capace di non snaturarne la natura ed il valore per la collettività. Con i cooperatori conosceremo le strutture e le attività svolte e rifletteremo in particolare sul valore del coinvolgimento della comunità nell’organizzazione di eventi e iniziative.
29 Giugno a San Casciano dei Bagni (SI).Coop. Filo&Fibra
CdC nata da pochi anni e caratterizzata da una vocazione particolare: quella della manifattura. F&F è riuscita nel tempo a sviluppare un prodotto di estremo interesse, di cui si è parlato diffusamente anche sulla stampa internazionale: la cassetta di cottura. Insieme ai cooperatori conosceremo le attività e svilupperemo in particolare il tema della manifattura sostenibile, degli elementi di vantaggio che possono derivare dall’agire all’interno di aree marginali e di come possono essere proiettati commercialmente all’esterno.
30 Giugno a Montelaterone (Arcidosso, GR). Coop. IL BORGO di Montelaterone
CdC giovane che si occupa di turismo, commercio al dettaglio e servizi sociali. Montelaterone era quasi completamente spopolato prima che la CdC avviasse un ristorante, uno spaccio alimentare e un sistema di ospitalità e offerta turistica ricco e interessante. La CdC affronta gli aspetti positivi e negativi di chi si trova a ricostruire la comunità da zero, privi di supporti strutturati, ma di fronte a possibilità che sono limitate soltanto dall’immaginazione. Insieme ai cooperatori conosceremo le strutture e le attività, approfondendo la dinamica storica e gli aspetti di organizzazione e promozione dell’offerta.










