Toscana: piano faunistico approda domani 28 luglio in Consiglio regionale ; Cia Siena e Cia Arezzo, “attendiamo approvazione urgente  per il futuro dell’agricoltura senese”. Cia Toscana: “il piano dovrà essere seguito rapidamente dai provvedimenti attuativi della Regione”

Priorità assoluta: approvazione del Piano faunistico della Toscana. Possibilmente, migliorarlo, per garantire un futuro all’agricoltura regionale, da troppi anni, decenni, alle prese con l’emergenza ungulati e fauna selvatica. Lo chiedono la Cia Agricoltori Italiani di Siena e di Arezzo alla vigilia della quattro giorni di fine luglio (da domani martedì 28 luglio) del Consiglio regionale, che vede all’ordine del giorno anche il Piano faunistico regionale.

“Non c’è più tempo da perdere – sottolinea Federico Taddei, Presidente Cia Siena – il Piano faunistico va approvato adesso. Un Piano faunistico – precisa – che va senz’altro migliorato per quanto riguarda la densità degli ungulati che deve essere sostenibile per l’ambiente, il territorio e l’agricoltura, le azioni di contenimento e controllo della fauna, la prevenzione dei danni alle colture, il risarcimento integrale del danno subito dalle imprese agricole; assicurando al contempo una gestione efficace ed intervenendo nelle aree a divieto di caccia e riserve naturali e parchi. Mi rivolgo ai consiglieri regionali affinché, con grande senso di responsabilità, approvino il documento, per salvare i territori e le aziende agricole di tutta la Toscana”.

«Non c’è più tempo da perdere – avverte anche la presidente di Cia Arezzo, Serena Stefani –. Il Piano Faunistico deve essere approvato ora. Gli agricoltori aspettano da troppo tempo una risposta concreta a un problema che continua a compromettere produzioni, reddito e competitività delle imprese. Serve una scelta di responsabilità da parte del Consiglio regionale». Per Cia Arezzo il Piano rappresenta una base importante, ma dovrà essere ulteriormente rafforzato nella fase attuativa. «È necessario – prosegue Stefani – fissare obiettivi che garantiscano una densità degli ungulati realmente sostenibile per l’ambiente, il territorio e l’attività agricola. Occorre rendere più efficaci le azioni di contenimento e controllo della fauna, potenziare gli strumenti di prevenzione dei danni alle colture, assicurare il risarcimento integrale alle aziende agricole e intervenire con decisione anche nelle aree a divieto di caccia, nelle riserve naturali e nei parchi, dove oggi le criticità sono particolarmente evidenti».La presidente di Cia Arezzo rivolge quindi un appello ai consiglieri regionali: «mi auguro che prevalga il senso di responsabilità. L’approvazione del Piano rappresenterebbe un segnale concreto di vicinanza alle imprese agricole e ai territori. L’emergenza fauna selvatica non può più essere affrontata soltanto con misure straordinarie: servono programmazione, strumenti efficaci e una strategia di lungo periodo».

Lo stesso presidente della Cia toscana, Valentino Berni, rimarca  l’urgenza del provvedimento:«gli agricoltori attendono risposte da troppo tempo. Il Piano deve essere approvato rapidamente perché costituisce il presupposto indispensabile per affrontare in modo strutturale il problema degli ungulati e consentire alle imprese di tornare a programmare e investire con maggiore serenità. Il voto del Consiglio regionale rappresenta solo il primo passo. Il Piano è lo strumento di programmazione generale – conclude – ma dovrà essere seguito rapidamente dai provvedimenti attuativi della Regione. Chiediamo che vengano adottati con tempestività e con una visione complessiva, capace di coniugare tutela dell’ambiente, gestione della fauna e salvaguardia dell’agricoltura. Le aziende non possono più aspettare».