Toscana : Stati generali della salute; ascoltati in commissione gli ex presidenti della regione Vannino Chiti, Enrico Rossi e Claudio Martini
Si è concluso con l’audizione dei tre ex presidenti della Regione Toscana,Vannino Chiti, Enrico Rossi (foto) e Claudio Martini il percorso di ascolto organizzato, nell’ambito degli Stati generali della salute, dalla commissione Sanità presieduta da Enrico Sostegni (Pd). Vannino Chiti ha sottolineato l’importanza di confrontarsi “perché il mondo, anche a causa del Covid, sta cambiando e bisogna verificare l’impianto dell’organizzazione sanitaria, così come sta cambiando la composizione demografica: l’invecchiamento della popolazione e la presenza dei nuovi cittadini italiani pongono esigenze diverse”. Tanti i temi su cui puntare, come il potenziamento del personale medico e infermieristico, decimato da tredici anni di blocco delle assunzioni. L’Italia dovrebbe assumere centinaia di migliaia di infermieri, ha spiegato Chiti, per porsi al pari dei paesi vicini, Francia, Austria e Svizzera. O sul tema delle privatizzazioni e del welfare aziendale. “Se si va verso il sistema delle assicurazioni sanitarie questo – ha detto –, dobbiamo chiedercelo, produce o no disuguaglianza?”. Poi Enrico Rossi ha ripercorso tappe e motivazioni di molte scelte effettuate nel corso del suo mandato a cominciare dalla costituzione dei dipartimenti di area vasta, “perché dovevamo far fronte a pesanti tagli di spesa nazionali e razionalizzare il sistema . È stato un percorso di grande maturazione – ha detto – abbiamo rotto delle nicchie, gli schemi dei piccoli ospedali ripiegati su se stessi, spesso provocando reazioni. Ma i risultati delle cure di molte patologie sono migliorati, non abbiamo chiuso piccoli ospedali negli ultimi 15 anni e abbiamo costruito molti ospedali nuovi . C’è da investire e studiare tanto, a iniziare dal ruolo delle case di comunità. La parola d’ordine deve essere migliorare i servizi di prossimità, prevedendo più cure intermedie perché è bene che gli ospedali rimangano a disposizione per le cure specializzate”. E questo mettendo insieme sociale e sanitario. È inutile, ha ricordato Rossi come esempio, stabilire di effettuare più sanità a domicilio per gli anziani se poi non c’è chi gli anziani li guarda 24 ore su 24. Infine Rossi ha messo l’accento sull’importanza di avere uno strumento che prenda in carico tutte le politiche che riguardano la salute, cosa provata a fare con la Società della salute. Infine per Claudio Martini “la chiave, è sempre cercare il difficile equilibrio tra esigenze diverse nell’ottica di garantire la qualità del servizio, la sua accessibilità da parte di tutti, e infine auspicabilmente la gratuità. Equilibrio che spesso rappresenta una sfida, come ad esempio quello tra l’esigenza, intensificatasi dopo il Covid, di fornire più cure a domicilio ma anche di garantire un loro livello qualitativo alto. Dobbiamo tenere presente – ha sottolineato ancora l’ex presidente – che molte persone vivono la sanità come uno dei pochi strumenti che possono combattere la diseguaglianza sociale, insieme alla scuola e alla cultura”. Così come saranno importanti i cambiamenti che la pandemia farà emergere nella domanda di prestazioni sanitarie.











