A Massa Marittima al via la quarta edizione di “Maremma Novecento”, il ciclo di eventi dedicati alla storia del ‘900
In occasione degli ottanta anni dalla Liberazione, prende il via questo fine settimana a Massa Marittima la quarta edizione di “Maremma Novecento”, un ciclo di appuntamenti, che proseguirà da aprile a giugno, dedicati alla memoria, nel corso dei quali approfondire la storia del ‘900 della Maremma Toscana, con un particolare focus sul territorio delle Colline Metallifere. Si terranno conferenze, ma anche trekking urbani e proiezioni cinematografiche.L’evento di apertura è fissato per venerdì 18 aprile, alle ore 17 alla biblioteca comunale Gaetano Badii di Massa Marittima con l’incontro dal titolo “Dialogo sul patrimonio dissonante: il caso Niccioleta”. Nell’occasione sarà ufficializzato l’ingresso del Comune di Massa Marittima nell’associazione ATRIUM. Interverranno Claudia Castellucci, direttrice della rotta culturale ATRIUM, che approfondirà il tema del patrimonio dissonante del ‘900 nell’esperienza dell’itinerario culturale ATRIUM. Il presidente di ATRIUM Ulisse Tramonti, docente di architettura, parlerà invece delle “Città minerarie di fondazione, durante gli anni del Fascismo.” Il giorno successivo: sabato 19 aprile, alle ore 11, è in programma il trekking urbano al villaggio di Niccioleta con ritrovo al dopolavoro. Prevista anche la visita al centro di documentazione con la mostra sulla Resistenza e agli archivi minerari, a cura della storica Laura Chiarello. Sarà proiettato il cortometraggio “Niccioleta, storie sopra e sotto la terra”, prodotto da LARIONE10 per la regia di Irene Paoletti. “Maremma Novecento nasce con l’obiettivo di diffondere la conoscenza storica dei fatti che hanno segnato il nostro territorio, valorizzando attraverso i trekking urbani i luoghi della memoria – afferma Irene Marconi, sindaca di Massa Marittima – che sono portatori di coscienza civile. E non poteva esserci modo migliore per iniziare questa quarta edizione di Maremma ‘900 se non attraverso un incontro con i responsabili di Atrium, che avvieranno una riflessione sul cosiddetto patrimonio dissonante, ovvero sul lascito architettonico ed urbanistico dei tanti diversi regimi totalitari o autocratici dell’Europa del Novecento, un’eredità per certi versi scomoda, che impone di interrogarsi criticamente sul passato. Un itinerario turistico costruito sul patrimonio dissonante porta inevitabilmente il turista ad andare oltre la semplice osservazione del manufatto, per scoprire le storie che si celano dietro, le ideologie che lo hanno fatto nascere e che oggi rifiutiamo.”









