Ilaria del Carretto, la “bella addormentata” di Lucca

di Gilda Faleri

Ilaria del Carretto nasce nel 1379 a Zuccarello, borgo dell’entroterra ligure, figlia del marchese Carlo del Carretto e di Pomellina Adorno. Il suo casato è antico e riconosciuto nella Liguria occidentale: da Zuccarello arriva il legame con i poteri marittimi e feudali della costa, ma Ilaria è destinata a varcare i confini regionali per diventare una figura centrale nella storia lucchese. Agli inizi del Quattrocento Paolo Guinigi, Signore di Lucca, rimasto vedovo dopo la morte della sua prima moglie, Maria Caterina Antelminelli – un matrimonio mai consumato a causa della precoce età della sposa, scomparsa a soli undici anni – desidera ardentemente risposarsi per assicurarsi un erede. La scelta ricade su una giovane di circa vent’anni, descritta come bella e virtuosa: Ilaria del Carretto. È nel 1403 che Ilaria sposa Paolo Guinigi a Lucca, città toscana che, dopo anni di conflitti politici, pestilenze e tensioni interne, cerca stabilità. Il 2 febbraio di quell’anno, il corteo nuziale, dopo otto giorni di viaggio, la conduce a pochi chilometri dalle mura della città, dove Paolo l’attende a Ponte San Pietro; il giorno seguente le nozze si celebrano nella chiesa di San Romano e sono seguite da fastosi festeggiamenti.Nel settembre 1404 dà alla luce il figlio Ladislao; alla fine dell’anno successivo è in attesa della seconda figlia, Ilaria Minor, ma muore l’8 dicembre 1405, probabilmente per complicazioni del parto. Ha solo ventisei anni.Giovanni Sercambi, scrittore e illustratore dell’epoca, nelle Croniche racconta che, alla sua morte, Paolo Guinigi “fè magnificamente quello che a ogni gran donna o signore si convenisse, così di messe, orazione, vigilie, vestimenti, drappi…”.In particolare, il Signore di Lucca commissiona a Jacopo della Quercia il sarcofago che ha consacrato e reso immortale la moglie. Tra il 1406 e il 1410 l’artista senese lavora al monumento funebre in marmo che ancora oggi, nella Cattedrale di San Martino a Lucca, incanta per la sua eleganza.Ilaria è distesa con gli occhi chiusi, come se stesse dormendo, con la testa appoggiata su dei cuscini, il corpo vestito con un abito raffinato e i capelli adornati con una fascia imbottita, decorata con fiori e foglie. Ai suoi piedi è scolpito un cagnolino, simbolo della fedeltà coniugale. In Toscana, Lucca è il fulcro della memoria di Ilaria. Il suo monumento funebre diventa luogo di pellegrinaggio e ammirazione: da D’Annunzio a Vasari, da Quasimodo a Pasolini, da artisti a gente comune, in molti restano affascinati dalla serenità del volto e dalla bellezza cristallizzata in un’età così giovane. Senza il monumento funebre di marmo, Ilaria del Carretto non sarebbe così conosciuta, probabilmente verrebbe annoverata semplicemente come una delle quattro mogli del Signore di Lucca. La giovane donna è, invece ,un simbolo di bellezza e fedeltà. Ilaria del Carretto resta presente nella memoria collettiva ancora oggi. Non sappiamo molto della sua vita, ma grazie alla bravura di Jacopo della Quercia, resta una figura destinata a essere ricordata.