Sansepolcro : recuperati inerti e plastiche durante i lavori di manutenzione del corso d’acqua della Castora
Il triste quadrilatero, perimetrato con nastro di cantiere, è la fotografia delle cattive abitudini e della maleducazione che porta ancora tanti, troppi, ad utilizzare i corsi d’acqua come comode discariche per disfarsi di oggetti e materiali che non servono più.I rifiuti sono venuti rinvenuti dagli operai del Consorzio 2 Alto Valdarno, impegnati nella manutenzione ordinaria della vegetazione lungo i corsi d’acqua, nel fosso della Castora a Sansepolcro. Con la rimozione di erba e arbusti, in alveo è saltato fuori di tutto: dagli inerti alle bottiglie di plastica. Un cumulo di rifiuti che contribuivano ad ostruire parzialmente la sezione di deflusso, mettendo in pericolo, in caso di precipitazioni intense, l’abitato e le zone circostanti.“L’asta – spiega l’ingegner Enrico Righeschi che con l’ingegner Chiara Nanni, referente di area del settore difesa idrogeologica del Consorzio 2 Alto Valdarno, si occupa del territorio valtiberino – taglia parte del centro di Sansepolcro, attraverso vari tombamenti che convogliano le acque nel Tevere. Proprio queste caratteristiche, complesse e delicate, rendono necessario garantire ad essa una costante e adeguata funzionalità idraulica, che il deposito e l’accumulo di rifiuti rischiava di compromettere”. Il materiale, rinvenuto a monte di uno dei tratti tombati, in prossimità di Villa Serena, è stato allontanato dall’alveo e selezionato dai dipendenti del Consorzio 2 Alto Valdarno in collaborazione con il personale del Comune di Sansepolcro, per facilitarne la raccolta differenziata.“Ancora una volta devo fare un appello ai cittadini – commenta Serena Stefani, Presidente del Consorzio 2 Alto Valdarno -. I fiumi non sono pattumiere all’aria aperta. Gettare oggetti e materiali in alveo e lungo le sponde può aggravare il rischio di alluvioni e inondazioni. Non solo. La necessità di provvedere al recupero dei rifiuti sottrae tempo e risorse alla manutenzione dei corsi d’acqua, quindi rallenta e rende più costosi gli interventi programmati per garantire la funzionalità del reticolo idrografico “.










