Sinalunga : al Teatro Ciro Pinsuti  il 19 marzo va in scena la storia d’Italia attraverso la figura di Gino Bartali

Prosegue in maniera poliedrica la stagione del Teatro Ciro Pinsuti  di Sinalunga curata da Fonderia CultArt, che dalla commedia passa alla grande narrazione storica e sportiva. Il 19 marzo alle 21 va in scena lo spettacolo “Bartali: prima tappa”, nato da un’idea di Paola Bigatto e Lisa Capaccioli, prodotto da Factory TAC. Sul palco Francesco Dendi racconterà la vicenda umana, storica e sportiva di uno dei più grandi sportivi della storia d’Italia: Gino Bartali. Si tratta di un monologo: in scena un ragazzo, appassionato di ciclismo, che si fa chiamare “I’ Bartali” perché è il suo ciclista preferito. Il nostro protagonista, innamorato delle corse e della sua bicicletta, si inventa un “Giro d’Italia” tutto suo: fa parte della rete di assistenza clandestina e ogni giorno si deve occupare di portare abiti, cibo e documenti falsi ad ebrei nascosti nella campagna toscana. Il suo sogno di essere proprio come “Ginettaccio”, alla fine, si realizza.“Bartali – Prima Tappa” è uno spettacolo che vuole soprattutto approfondire tematiche storiche connesse agli anni dell’occupazione nazista e alle relative conseguenze che ha portato. Gino Bartali, nominato “Giusto tra le Nazioni” per la sua opera di aiuto strettamente connessa all’attività della DELASEM (delegazione per l’assistenza degli emigranti) è stato un grande corridore ma anche uomo dotato di un grande senso di umanità per l’opera di assistenza che ha svolto in silenzio nel biennio 1943-1944. Bartali stesso faceva parte della rete clandestina di supporto ad ebrei perseguitati dal regime e si occupava di trasportare carte d’identità false sotto la sella della sua bicicletta da Firenze ad Assisi, passando per Perugia. Essendo un ciclista e dovendosi allenare anche se l’attività sportiva ufficiale era ferma, Bartali aveva la possibilità di viaggiare attraverso le strade senza essere fermato ai posti di blocco, o se fermato, la sua fama gli permetteva di non essere soggetto a troppe domande. Una grande storia di sport e di giustizia, di pace e di umanità.