Toscana :emergenza cinghiali; consigliere regionale Marco Casucci (Lega),“solidali con la Coldiretti che chiede soluzioni efficaci per contrastare l’invasione di cinghiali. Regione tuttora evanescente sulla problematica”. Consigliere regionale Alessandro Capecchi (FdI), “una vera emergenza, necessario riportare equilibrio nel numero di capi”

“La questione-afferma Marco Casucci, Consigliere regionale della Lega-è nota da tempo e riguarda una vera e propria calamità che colpisce i nostri agricoltori. Stiamo parlando della sempre più preoccupante e devastante presenza di cinghiali che mettono a serio rischio il faticoso lavoro di tanti addetti dell’importante comparto produttivo. Abbiamo, quindi voluto esprimere direttamente la nostra solidarietà alla Coldiretti Toscana che, quest’oggi, ha giustamente, quanto pacificamente manifestato in Piazza Duomo a Firenze per sensibilizzare le Istituzioni su una criticità purtroppo ancora irrisolta. Quanto finora fatto a livello regionale per contrastare il fenomeno-sottolinea il rappresentante della Lega-si è, palesemente, rivelato insufficiente e come Lega, a più riprese, abbiamo denunciato l’inefficacia dei provvedimenti adottati da chi amministra la Toscana. Occorre, dunque-conclude Marco Casucci-un cambio di passo ed essere più incisivi nell’attività di contrasto verso gli ungulati che, sempre più spesso, provocano seri danni alle colture, mettendo pertanto in crisi tante nostre aziende.”. Anche secondo il consigliere regionale di FdI Alessandro Capecchi è  “una situazione di emergenza che richiede provvedimenti rapidi, poiché il rischio è che sempre più agricoltori abbandonino le aree interne e l’attività di coltura. Per il momento la Giunta regionale ha modificato una delibera risalente dal 2016 che autorizza gli agricoltori a intervenire – nei limiti previsti e consentiti – per difendersi, tuttavia il problema rimane poiché il numero di ungulati è aumentato esponenzialmente durante la pandemia a causa dello stop dell’attività venatoria. Il numero di cinghiali arriva a essere, in alcune zone della Toscana, fino a quattro volte superiore a quello consentito dal piano venatorio, per una popolazione complessiva di quasi mezzo milione di capi che stanno distruggendo l’economia agricola, comprese le colture più pregiate. Occorre intervenire subito per salvaguardare il settore agricolo e per difendere i cittadini e lo stesso ambiente che rischia squilibri negli ecosistemi territoriali. L’uomo fa parte dell’ambiente e da sempre ne è al centro, motivo per cui le tematiche ambientali devono sempre partire e svilupparsi in un’ottica antropocentrica, capace di stabilire il corretto equilibrio tra l’attività umana e la presenza di fauna selvatica. Si tratta di un’operazione di carattere culturale da promuovere a partire dalla scuola, dove sarebbe auspicabile parlare di ambiente a partire da un’ottica antropocentrica, in cui il rapporto tra l’uomo e la natura è in equilibrio”.